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FOLGARIA, 24 luglio - Un emissario del presidente De Laurentiis tra oggi e domani dovrebbe chiudere la trattativa, complicata dalla concorrenza di Real Madrid e Porto. Ha doppia nazionalità: a 16 anni ha esordito nel Paraguay, quindi ha scelto di giocare nell’Argentina U. 20 È tra i ragazzi che Maradona ha voluto come sparring per preparare il mondiale. È considerato l’erede di Messi

Così come aveva agito per Cavani, il Napoli avrebbe voluto fare per Juan Manuel Iturbe, diciassette anni, trequartista argentino con passaporto uruguagio, definito da alcuni critici, “il nuovo Messi”. Voleva aspettare il momento giusto (la risoluzione del contratto di Navarro per fiondarsi su un altro extracomunitario); lavorare nell’ombra per un ragazzo, corteggiato da club inglesi, spagnoli e portoghesi (proposto anche all’Inter); prendere contatti con il gruppo che ne gestisce il cartellino e definirne la valutazione. Qualcosa non ha funzionato nella strategia (come per Zuculini, del resto). Ed ora il Napoli se non si sbriga, rischia di farsi soffiare il giocatore dal Real Madrid o dal Porto che pure stavano lavorando sott’acqua. Tra oggi e domani, un emissario del club di De Laurentiis dovrebbe accelerare le operazioni e chiudere. E se tutto va bene, entro lunedì l’operazione dovrebbe andare felicemente in porto. Il costo rientra nei parametri fissati dal Napoli per le due scommesse anticipate da De Laurentiis ad inizio settimana (una punta ed un centrocampista). Dopo Iturbe, dovrebbe essere la volta di un altro talento, a questo punto un comunitario. E nella lista presentata dai nuovi responsabili del settore scouting, Micheli e Mantovani, pare che non manchino i nomi ad hoc (anche se le operazioni di monitoraggio per conto del Napoli richiederanno del tempo).

NAPOLI, 18 ottobre - Ledesma al Napoli. C’è un motivo in più per cui si può. Ed è un motivo che cambia il futuro anche ad altri due ragazzi ormai al capolinea della loro avventura con i rispettivi club. Precoce il finale a Napoli di Cigarini, per il quale De Laurentiis ha investito 11 milioni pochi mesi fa; atteso nei tempi, ma inatteso nella dinamica, quello di D’Agostino a Udine, che probabilmente per il bene di tut ti si sarebbe dovuto siglare la scorsa estate.
 
L’INPUT - Ma veniamo alla notizia che apre il maxigiro. Lascia anche piuttosto sorpresi e riguarda l’Udinese: risulta pendente presso il Collegio Arbitrale un contenzioso tra il club friulano e Gaetano D’Agostino. Andando a scavare nelle cose un po’ indietro nel tempo (ma non troppo) si arriva a fine ottobre, ad alcune dichiarazioni del giocatore sulla società: una riflessione pacata ma ar­gomentata dopo le parole del patron Pozzo aveva definito la realtà Udinese omologa nei valori a quella della Fiorenti na ma con una classifica trop po diversa. D’Agostino disse che non la pensava così e scattò la multa (qualche deci na di migliaia di euro, si im magina, l’entità non trova na­turalmente conferme). Con questa premessa si capisce anche la panchina di domeni ca scorsa di D’Agostino, il gol senza esultare. Si capiscono molte cose, perché D’Agostino e l’Udinese siano probabilmente all’ultimo bi vio e da gennaio sarà addio, stavolta sì. Si ca pisce quanto dannoso, per tutti, fu quel man cato trasferimento alla Juve in estate, nono stante gli innumerevoli incontri tra Secco, Gasparin e l’avvocato Rodella che cura gli in teressi di D’Agostino. Dannoso per l’Udinese che oggi deve necessariamente rivedere la cifra richiesta a Torino (quei famosi 20 milio­ni): non perché sia cambiato il valore del gio catore D’Agostino, ma perché i fatti e le con tingenze extra campo, anche questo strappo ancora sotto traccia, lo hanno fatto scendere almeno a 15 milioni. Dannoso per il ragazzo, che ha cominciato la stagione mentalmente condizionato da quel frastuono (ci si infilò an che il Real). Dannoso per la Juve, che in Me lo non ha ancora trovato il regista basso che cercava (probabilmente perché non lo è). 

L’INTRECCIO Il presidente della Lazio Lotito guarda tut ta questa situazione con interesse: in entrata e in uscita. E altrettanto fa De Laurentiis. Provò ad inserirsi su D’Agostino alla fine del mercato estivo, è un suo pallino. Ora ha capi to che potrebbe prenderlo, ma deve incassa re per Ledesma. E il Napoli ha individuato ne l’argentino il giocatore da mettere accanto a Gargano per far crescere il centrocampo della squadra partenopea in forza ma an che qualità. Ecco che il giro va componendo si: manca il nodo Cigarini da sciogliere e Udi ne può essere la destinazione giusta per il ra gazzo, per rilanciarsi. È pos sibile che in questa operazione scatti anche qual che conguaglio o qualche al tro scambio di completamen­to. Di certo sono in corso le grandi manovre. 

VIA| Corriere dello Sport

FOLGARIA, 18 luglio - Il Napoli debutta con un tredici. Nella prima uscita stagionale gli azzurri hanno battuto 13-0 la Us Altipiani, squadra trentina di Seconda Categoria.

TREMILA TIFOSI - Davanti a tremila tifosi, è stato tutto sommato positivo l’esordio della squadra di Mazzarri che è andata in rete sei volte nel primo tempo (doppietta di Bogliacino, gol di Cannavaro, Denis, Cigarini e Dossena) e sette volte nella ripresa (tripletta di Ciano, gol di Vitale, Liccardo, Insigne e Varriale).

BENE BOGLIACINO E DOSSENA - In evidenza Bogliacino, autore dei due gol iniziali su due pregevoli intuizioni di Cigarini (che poi è andato a segno con un gran tiro da fuori), bene anche Dossena sulla corsia sinistra. Curioso il duello del primo tempo fra Denis e Iezzo, in porta con la squadra avversaria: il portiere ha negato almeno 3-4 gol all’attaccante argentino in procinto di accasarsi all’Udinese.

LAVEZZI IN CAMPO CON IL NUMERO 11 – Lavezzi, che non è andato a segno, è sceso in campo con la maglia numero 11, l’anno scorso sulle spalle di Maggio: è forse un segnale che la “sua” numero 7 sarà destinata al nuovo acquisto Cavani.

MAZZARRI - A fine partita, ai microfoni di Sky Sport 24, Mazzarri si dice soddisfatto della prestazione: «Il risultato di queste partite conta poco, oggi si è chiusa la prima settimana di lavoro e sono molto contento di come si è lavorato. Cavani? E’ un giovane talento, in linea con quello che vuole la società brava a mettere a segno questo grande colpo in un mercato difficile come questo. Sarà possibile vedere un tridente più Hamsik? Devo verificare sul campo le caratteristiche da squadre prima di fare delle scelte. Hamsik può fare tanti ruoli, in Nazionale ha fatto il mediano dove però rende meno a livello personale perché gli viene tolta la possibilità di inserirsi. Di mercato non parlo e sugli obiettivi non mi piace fare proclami. La sorpresa di De Laurentiis per domani? Sinceramente non lo so, sarà una sorpresa anche per me».

Napoli-Us Altipiani 13-0
Napoli (primo tempo): Gianello, Santacroce, Cannavaro, Aronica, Zuniga, Blasi, Cigarini, Dossena, Bogliacino, Denis, Lavezzi.
Napoli (secondo tempo): Sepe, Grava (35′ Izzo), Rinaudo, Santacroce (13′ Monda), Zuniga (13′ Diana), Pazienza, Cigarini (13′ Liccardo), Vitale, Maiello, Ciano (35′ Varriale), Lavezzi (13′ Insigne).
Rappresentativa Us Altipiani: Iezzo, Fumanelli, Corradi, Carpentari, Groblechner, Gionco, Nicolussi, Hueber, Bertoldi, Marzadro, Cuel.
Arbitro: Stevovic di Rovereto
Marcatori: 7′ pt Bogliacino, 20′ pt Bogliacino, 26′ pt Cannavaro, 30′ pt Denis, 41′ pt Cigarini, 42′ pt Dossena, 6′ st Ciano, 17′ st Ciano, 20′ st Ciano, 23′ st Vitale, 35′ st Liccardo, 36′ Insigne, 42′ Varriale

FOLGARIA (Trento), 16 luglio - Questione di ore, di ultimi dettagli da definire. Il matrimonio tra il Napoli e Cavani si celebrerà. Forse già oggi. In nottata, infatti, superati gli ultimi intoppi, quelli legati ai bonus, ai diritti d’immagine, a qualche altra postilla. Intanto su un sito uruguagio, Edinson Cavani, fresco dell’onorificenza ricevuta dal presidente della Repubblica, Josè Mujica, e della festa con duemila tifosi ricevuta nel suo paese natio, Salto, ha dichiarato: «Che onore giocare con il Pocho nello stadio dove ha giocato Maradona. Spero sia tutto vero. So che il mio procuratore sta parlando con il Napoli ma non ha ancora raggiunto un accordo. Resto in attesa di notizie». Ma per oggi è fissato un ulteriore colloquio tra Bigon e Triulzi, il procuratore del “Matador”. L’ultimo, prima dell’annuncio ufficiale. Il matrimonio tra il Napoli e Cavani si trova quindi alle soglie dell’altare; nonostante l’intrusione in extremis di qualche altro club (fra cui l’Inter, che ha provato a far cambiare idea al giocatore), e nonostante azioni di disturbo varie e variegate. L’accordo con il Palermo era stato raggiunto ormai, peraltro tra due gentiluomini, quali De Laurentiis e Zamparini, che giammai si sarebbero fatti uno sgarbo per qualche migliaia di euro in più o in meno. Semmai c’era da trovare l’intesa sul contratto quinquennale del giocatore, per cui occorreva il tempo necessario per trovare piena convergenza su tante postille. Una tra tante, i diritti d’immagine su cui il Napoli non transige. Li vuole gestire in proprio. Ma c’erano anche altri piccoli intoppi su bonus, incentivi e quant’altro. Tutti superati. O quasi. Manca davvero pochissimo. Cavani è in vacanza ma sa tutto, ha fatto anche sapere che rientrerà in Italia (con Gargano) non prima del 2 agosto quando il Napoli sarà rientrato a Castelvolturno dal ritiro di Folgaria. Dovrebbe essere pre sentato il 3 mattina a Castelvolturno e la sera stessa assistere all’amichevole in programma al San Paolo, per fare conoscenza anche con i suoi nuovi tifosi.

MILANO – Alla fine il primo grosso colpo di mercato lo mette a segno il Napoli. Edison Cavani attaccante del Palermo e della nazionale uruguaiana passa alla squadra partenopea sotto la forma del prestito con diritto di riscatto alla cifra prefissata di 16 milioni di euro.

LE ALTRE MOSSE – Sempre il Napoli ha comunicato che il centrocampista Jesus Datolo è stato ceduto all’Espanyol con la formula del prestito con diritto di riscatto. Mentre il Parma ufficializza l’acquisto, dopo lunghe trattative, dello spagnolo Jose Fernando Martin Marques proveniente dall’Espanyol di Barcellona.
Il Barcellona invece sarebbe interessato all’acquisto di Stevan Jovetic dala Fiorentina. Andoni Zubizarreta, nuovo direttore sportivo del Barcellona, avrebbe inserito nel suo taccuino l’attaccante montenegrino della Fiorentina come possibile rinforzo per la prossima stagione.

NAPOLI, 13 giugno - Vista da lontano, da molto lontano, dalla culla dell’in­fanzia, Napoli è un orizzonte az­zurro da afferrare con le mani­ne. E ora, vista da vicino, da tan­to vicino, Napoli è un carillon, una ninna nanna per lasciarsi an­dare a occhi aperti, Vista da Zu­culini, 19 anni e un talento già imponente, Napoli è Diego e an­che il pocho, è un desiderio im­presso nella pelle, è un’aspira­zione coltivata tra i fili d’erba di quella metà campo in cui viene ritenuto un leader. L’enfant pro­dige che Maradona volle un gior­no in Nazionale, quel giovanotto­settepolmoni costato un anno fa 7 milioni di euro, s’è lasciato i tor­menti vissuti con l’Hoffenheim alle spalle, incurante di aver sfiorato la Juventus che pure s’era presentata al Racing di Avellaneda per averlo: l’estasi è Napoli, da assorbire tutta d’un fiato.

Zuculini, come vive un venten­ne tutto questo clamore?
«In serenità. Sono a casa con la mia famiglia, ho esultato per la vittoria dell’Argentina, guardo tutte le partite del Mondiale e leggo quello che scrivete voi in Italia».

Parliamo del Napoli.
«Ed io sono felice, ovviamente. Perché quello è stato il club di Maradona, è una società che ha una grande storia alle spalle e che giocherà in Europa League. E, soprattutto, Napoli è il mio so­gno da sempre, da quando ero bambino: non pensavo ad altro».

E ora può succedere.
«Sì, ho parlato con il mio mana­ger, mi ha detto che c’è stato un contatto, che esiste la possibilità di giocare al fianco di Lavezzi. Io aspetto con fiducia».

L’Hoffenheim è stato avvisato, ovviamente?
«Io ho spiegato in Germania che mi piacerebbe tanto giocare con il Napoli, non c’è motivo per risentirsi, credo. E’ stato un anno duro, per me: ho avuto difficoltà, anche se l’Hoffenheim ha fatto di tutto per aiutarmi; però, evidente­mente, cambiare paese non è uno scherzo. Ma ho giocato poco, l’al­lenatore ha prefe­rito altri a me. Vo­glio rilanciarmi, sono giovane, pos­so farlo: e provarci con una ma­glia che mi è cara, può facilitare tutto».

In Italia la seguono anche al­tre società: sembra la Lazio, sembra il Palermo.
«Sì, ho saputo che ci sarebbero un paio di opportunità. La mia preferenza l’ho espressa, adesso non posso far altro che attende­re » .

Un anno fa, poteva andare alla Juventus.
«Seppi anche questo. Credo ci sia stata una trattativa con il Ra­cing Avellaneda, poi venne pre­ferita l’offerta del­l’Hoffenheim».

C’è un altro Zu­culini che piace.
«E’ mio fratello Bruno, ha dicias­sette anni, è vera­mente bravo. E’ diverso da me, ha altre caratteristi­che. Io come modello seguo Ma­scherano, mi ispiro a lui. Qualcu­no dice che gli somiglio: mah!».

Parla già bene l’italiano.
«Mi basterebbero tre mesi per parlarlo perfettamente, e poi l’Italia è simile all’Argentina».

A Napoli ha già amici?
«Conosco bene Filippo Fusco, che è stato dirigente della socie­tà e che mi ne ha parlato benissi­mo della società, della città, del­la gente».

Cosa sa del calcio italiano?
«L’ho seguito moltissimo quan­do ero in Argentina, un po’ meno dalla Germania. Ma so che quel­li come me, che in campo danno tutto, anche l’anima, a Napoli so­no molto apprezzati. Io corro tan­to, corro sempre, non mi rispar­mio».

A proposito, chi vince il Mon­diale?
«E chi vuole che lo vinca? Ma ha visto che squadra abbiamo? E che attacco? Nessuno è come l’Argentina».

Quanto tempo ci vorrà, per ve­derla a Napoli?
«Impossibile prevederlo. Io posso solo garantire che ho un desiderio forte: giocare con quel­la maglia addosso».

CALCIOMERCATO NAPOLI, 12 giugno

 Si è partiti da Pazzini, si è finiti in un anfratto: è il mercato modello-boomerang traiettorie incontrollabili che si ritorcono contro. Si è sfiorato Toni, si è tastata la crisi: è un momentaccio per chiunque e dunque servirà aspettare. Però, eppur si muovono: perchè in quel Napoli da sesto posto, qualcuno andrà inserito, per contenuti all’Europa. ‘Dei giovani sicuramente. Intanto, restiamo vigili’. Il week- end è una liberazione fisica e psicologica dai tormenti e dai tormentoni e dopo altri cinque giorni di perlustrazione a tutto campo, Riccardo Bigon può lanciarsi su una poltrona, in attesa che maturino gli eventi: ‘Ma sì, Zuculini lo seguiamo, ormai ne scrivete. Diciamo che in Germania si sono un po’ lanciati avanti, ma..’. I fatti separati dalle opinioni raccontano di un incontro con Dario Decoud, di chiacchierata conoscitiva, di simpatia a pelle per un 20enne che Maradona ha dimostrato di stimare e che l’Hoffenheim non intende regalare. I sette milioni di euro investiti un anno fa pesano pure i Germania e le difficoltà d’ambientamento del sudamericano inducono i tedeschi a cercare soluzioni alternative per rivalutare il capitale: sul prestito oneroso si può fare, sul riscatto andranno rivedute le volontà.

ZUCULINI, NESSUN SEGRETO – Il Napoli sa tutto ciò che c’è da sapere su Franco Zuculini, sa che ha grinta, corsa e pure piedi, e una voglia matta di infilarsi nel San Paolo, lo stadio che fu di Diego: l’ha monitorato, s’è fatto relazionare, s’è convinto, insomma. Anche se il recente viaggio di Maurizio Micheli in Brasile ha lasciato emergere pure le qualità di Jucilei da Silva, 22 anni del Corinthians, un altro talento emergente per la zona nevralgica. ‘Almeno uno per reparto vorremmo inserirlo, in prospettiva. Però bisognerà liberarare le caselle. Noi, poi, non abbiamo la necessità di intervenire in maniera massiccia. Abbiamo un organico di qualità, come ha detto l’ultimo campionato’. Si riparte da Hamsik e Lavezzi, Quagliarella e Gargano e Maggio, si riparte dall’ossatura che è valsa l’Europa, si riparte togliendo le mani – eventualmente – dai gioiellini. E si torna sugli obiettivi originari: Mantovani, ad esempio. Con il Chievo si rimane in stand- by, consapevoli delle richieste economiche dei veneti, ai quali piacciono soprattutto Denis ed Aronica. Sono le valutazioni che rallentano lo sviluppo, ma Mantovani rimane il difensore centrale (mancino) di riferimento.

I NOMI PER L’ATTACCO:  Acquafresca è qualcosa in più di un’idea, è una tentazione che spinge a starsene sul ciglio del mercato ed attendere, con telefonatine comunque sistematiche in Brasile per capire i margini d’intervento su Fred (per lui il Fluminense chiede 10 milioni).

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport riferisce di un interessamento di Napoli e Lazio per André-Pierre Gignac. Il venticinquenne bomber del Tolosa, impegnato in Sudafrica con la nazionale francese, era già stato nel mirino degli azzurri la scorsa estate: il costo del suo cartellino si aggirerebbe intorno ai 15 milioni di euro.

12/06/2010  L’ex direttore generale del Napoli Pierpaolo Marino ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sportitalia: “Il mio ciclo a Napoli si era chiuso, ora vedremo cosa saranno in grado di fare in società. Al momento non si possono fare valutazioni perchè il Napoli deve ancora entrare nel mercato. La strategia di De Laurentiis è chiara, lui magari spende anche di più sui cartellini, ma sugli ingaggi ha delle idee ben precise come il tetto salariale e lo sfruttamento dei diritti d’immagine in favore della società. Per questo il Napoli dovrà scoprire nuovi talenti e vedremo se la nuova dirigenza sarà in grado di farlo. Chi si gioca molto come credibilità sarà sicuramente Mazzarri, perchè credo che avrà molta voce in capitolo nelle scelte di mercato”.

Come giudicate le esternazioni sul Napoli del ex dg Marino?

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CALCIOMERCATO NAPOLI:

Il Rubin Kazan fa sul serio e, secondo quanto rivela Gianluca Di Marzio, ha offerto al Napoli 21 milioni di euro per il cartellino di Fabio Quagliarella.

Il club partenopeo starebbe riflettendo sulla proposta dei russi, che hanno intenzione di proporre all’attaccante stabiese un ingaggio annuo che oscilla tra i 4 e di 5 milioni di euro, contro i due che percepisce attualmente a Napoli.

Maxi Lopez, è stato tra i primi nomi ad essere accostato al Napoli, per ricoprire la casella dell’attaccante titolare. Dario Bombini, procuratore dell’attaccante del Catania, si è così espresso:” Per il momento la situazione di Maxi è congelata, non esiste nessuna offerta reale per portarlo via dalla sua squadra attuale. Sinceramente non ho sentito nessuno del Napoli per ora, non c’è stata un’offerta formale. Indubbiamente, la volontà del giocatore influisce molto su quello che potrà essere il suo futuro. Maxi vuole scegliere la possibilità migliore.

Sicuramente Napoli rientra nelle preferenze del giocatore, sarebbe contento di giocare in una piazza tanto importante per la quale prova grande rispetto. Ma al momento non ci sono novità, non so se tra Catania e Napoli ci siano stati nuovi contatti, in quanto non sento la società sicialiana da un pò”.

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