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NAPOLI 1 SettembreBigon è molto soddisfatto. Il giorno dopo la chiusura del mercato è tempo di bilanci al Napoli: negli ultimi giorni sono arrivati in azzurro Sosa, Yebda, Cribari e il baby Dimitru a completare una rosa che ora dovrà affrontare tre competizioni. «Siamo contenti perché abbiamo fatto ciò che ci eravamo prefissati ed ottenuto quello che ci aspettavamo. Abbiamo migliorato i reparti con determinati uomini che rispondessero alle caratteristiche tecniche adeguate al gioco dell’allenatore. Non abbiamo comprato tanto per comprare nè fatto operazioni giusto per il nome. Siamo andati nel dettaglio scegliendo uomini che potessero essere adatti alle dinamiche del nostro gioco. Il nostro primo obiettivo non è mai il singolo ma costruire la rosa giusta. E crediamo fermamente nella qualità e nell’entusiasmo di questo organico che tra l’altro come numero di elementi è perfetto per le esigenze avanzate da Mazzarri. Poi è chiaro che il calciomercato è una realtà virtuale, sarà il campo a dare il suo giudizio, sia per il Napoli che per tutte le altre squadre».

LE CESSIONI - Il Napoli ha fatto tanto anche in uscita e per Bigon non era facile: «Sì, soprattutto in un mercato come quello di quest’anno non era facile riuscire a collocare elementi in uscita. Noi ci siamo riusciti con la soddisfazione reciproca di giocatore e Società e questo è un motivo di orgoglio. Voglio sottolineare che questo è il frutto di un lavoro di equipe, di un gruppo affiatato che ha agito al mio fianco ventiquattr’ore su ventiquattro. Chiaramente alcune le cessioni sono state determinate da elementi che volevano andar via e che noi comunque non abbiamo dato al primo offerente, ma abbiamo cercato di dar loro la migliore collocazione tecnica possibile. Non è nella nostra filosofia di questo gruppo tenere per forza giocatori scontenti di rimanere».

LE STELLE - Bigon svela anche un retroscena: «Abbiamo dovuto sventare anche qualche assalto ai nostri gioielli, soprattutto all’inizio del mercato. Non faccio nomi, ma squadre sia italiane che estere hanno sondato il terreno per alcuni nostri elementi di spicco, ma la cosa è finita sul nascere perché abbiamo eretto un muro invalicabile. Non è mai stata nelle nostre intenzioni indebolire questa rosa, anzi l’intento era quella di rafforzarla e personalmente credo ci siamo riusciti».GLI OBIETTIVI -  Il ds azzurro è molto cauto sugli obiettivi azzurri: «Meglio dell’anno scorso? Sono paragoni improponibili. Quest’anno abbiamo tante partite in più, una competizione importantissima ed è tutta un’altra storia. Il nostro obiettivo è anche quello di dare un alone internazionale all’ambiente Napoli facendo bene in Europa, perché anche in ottica futura rappresenta una vetrina fondamentale nel calcio di oggi».

IL COLPO PIU’ DIFFICILE - Bigon rivela che il colpo più difficile è stato quello di Sosa: «Per l’ardua trattativa senz’altro questo. E’ stata un’operazione lunga, tra l’altro da compiere con una società importantissima quale è il Bayern, fresca finalista di Champions, con la quale non potevamo creto tirar troppo la corda. Sosa era in scadenza ed aveva tanti potenziali acquisitori. Alla fine l’abbiamo spuntata e questa è stata una soddisfazione».

IL TALENTO
– Bigon ha poi parlato del talento acquisito in extremis: «Dumitru è un altro colpo che ritengo importante. E’ stato il frutto del lavoro di scouting. Sono stato due volte a vederlo personalmente nella Primavera dell’Empoli. Rappresenta un’altra nostra priorità, ovvero far crescere con la prima squadra ragazzi di prospettiva che vengano dai vivai. Uno è Maiello e l’altro è Dimitru. Saranno nel gruppo per fare esperienza e per avere adeguato spazio. Crediamo in questa filosofia e crediamo in questi ragazzi. Il Napoli sarà da ora in avanti una società in cui i giovani potranno crescere ed affermarsi. E’ un caposaldo della nostra politica».

IL BILANCIO - Chiusura con un bilancio per i tifosi: «I nostri tifosi sono passionali e competenti. Sanno benissimo che siamo una Società giovane che al momento sta cercando di colmare un gap enorme con i primi club italiani che per fatturato, storia recente e monte ingaggi sono evidentemente inarrivabili al momento. Noi rispettiamo il fair play finanziario e soprattutto lavoriamo per crescere a 360 gradi. I nostri tifosi sanno che tutto il lavoro è dedicato a loro e che ogni nostra operazione viene eseguita per il bene della squadra, della Società, del Club, del popolo azzurro e della nostra maglia».

NAPOLI, 1 settembre – Il difensore, l’attaccante: e ora che è finita, e non c’è ulteriore stress da dominare, il Napoli è fatto, rivoltato come un calzino, con ventiquattro uomini per an­dare incontro alle fatiche di campionato, Europa League e Coppa Italia. Cavani per cominciare – ormai tanto tempo fa – Criba­ri (30) per concludere: e, in mezzo, il ri­torno del muscolare Blasi, i gol senza età di Cristiano Lucarelli, il talento argentino di Sosa, la solidità fisica di Yebda e, raschian­do il fondo del cilindro, la tenera genialità di Nicolao Dumitru (19), strappato dal­l’Empoli con un sontuoso assegno da un milione e mezzo di euro per il prestito e la promessa d’un altro milione e mezzo per la comproprietà.

LA CHIUSURA – Si mescolano le carte, quando stanno per saltare i tavoli: Rinaudo va alla Juventus e il Napoli, avendo percezione di dover andare ad occupare una ca­sella, si rivolge alla Lazio per avere Emilson Cribari, un brasiliano ormai di stan­za in Italia da oltre un de­cennio, girovago autentico tra Empoli, Udine, la spon­da biancoceleste del Tevere e Siena. E’ il mancino di cui Mazzarri ha bisogno, centrale di nascita e di crescita: ha esperienza e rappresenta la deroga, lui con Lucarelli, a quel «progetto prospettico» che fa gola a De Laurentiis. Costa 500mila euro, Davide Torchia, il procuratore, trova l’intesa per un bienna­le.

IL PICCOLO HENRY -Ma per tornare nel solo della politica aziendale, c’è un ragazzino al quale fanno la corte in tanti e sul quale Pino Vitale, ds dell’Empoli, garantisce: “La Juve e l’Inter sono state battute sul tempo dal Napoli. Hanno preso un attac­cante che già solo a guardare si fa ammi­rare: sembra Henry, fatte le debite propor­zioni”. Per ora, è Nicolao Dumitru, padre rumeno e madre brasiliana, empolese d’azione con tre passaporti, un tipetto niente male per struttura fisica e padro­nanza tecnica, la corsa sciolta, l’inventiva e anche un bel po’ di malizia: ha il calcio nel sangue e, adesso, Cavani-Lavezzi-Lu­carelli al fianco, insegnanti full time ai quali rubare i segreti del mestiere per prendersi il futuro assieme al Napoli, che ci ha creduto ed ha investito. La felicità del baby- gol esplode attraverso Facebook. “Non si sembra vero, è l’occasione della mia vita”, prima di accomodarsi al fianco di Lorenzo Marronaro e Luca Puccinelli, i manager, per la firma sul contratto: “E Na­poli sia”.

VIA| Corriere dello Sport

CALCIOMERCATO NAPOLI: 

Josè Ernesto Sosa è un nuovo calciatore del Napoli. L’annuncio potrebbe essere data nelle prossime ore. Il calciatore secondo alcune indiscrezioni che provengono da Roma avrebbe già sostenuto con buoni esiti le visite mediche. Dunque bisognerà attendere solo che le società comunichino il definitivo passaggio dell’argentino che vestierà per la prossima stagione la maglia del Napoli, club con cui ha siglato un accordo quadriennale. La trattativa per il trasferimento dell’argentino si è mossa rapidamente e ha visto impegnati il presidente De Laurentiis e il d.s. Bigon che sono riusciti a trovare l’accordo con i vertici del Bayern anche grazie alle aperture arrivate dalla Germania. Il tecnico Van Gaal aveva infatti acconsentito alla partenza del “Principito” Josè Sosa che a Castelvolturno ritroverà l’amico e connazionale Lavezzi.

NAPOLI, 21 agosto - Cristiano Lucarelli è un giocatore del Napoli. Il club partenopeo ha trovato l’accordo con il Parma per il passaggio in azzurro dell’attaccante livornese, 35 anni, in prestito gratuito con diritto di riscatto. Soddisfatto Mazzarri, che completa il reparto d’attacco con il giocatore che aveva richiesto. L’intesa è stata raggiunta in un incontro a Parma fra il dg gialloblù Leonardi e il ds azzurro Bigon. 

DE LAURENTIIS: «AVEVO BLUFFATO» - A dare l’annuncio è stato il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis a Radio Marte: «La trattativa si è risolta in nostro favore. Io ho dovuto bluffare sulla questione per un periodo di tempo perché sono contrario a mettere i panni in piazza e poi il passaggio si era complicato per l’infortunio a Denis e l’incertezza del suo trasferimento a Udine. Adesso Lucarelli è nostro e sono lieto di poterlo accogliere nella nostra famiglia».

LA GIOIA DI LUCARELLI - Anche Cristiano Lucarelli ha voluto esprimere la sua soddisfazione: «Sono contento che la trattativa si sia finalmente conclusa. Per me è una grandissima soddisfazione poter giocare con la maglia del Napoli al San Paolo davanti ad un pubblico eccezionale. E’ un sogno che si avvera, ed il fatto che si sia realizzato a 34 anni è ancora più bello».

NUMERO 99 - L’agente Carlo Pallavicino ha raccontato i retroscena della trattativa: «Siamo contentissimi per la firma sul contratto. Ho preso un caffè con Cristiano Lucarelli proprio qualche minuto fa e non riuscivamo a contenere la gioia - ha detto a napolimagazine.com -  abbiamo riflettuto sull’aspetto che si tratta dell’undicesimo passaggio di squadra in carriera che abbiamo portato a termine insieme. Napoli sarà l’esperienza calcistica più importante per Lucarelli ed il fatto che sia arrivata a 34 anni rappresenta uno stimolo in più. Le dichiarazioni passate del presidente azzurro sull’età di Lucarelli? Devo dire che c’è stata una telefonata risolutiva del presidente De Laurentiis, nella giornata di venerdì, che ha messo in chiaro le cose. De Laurentiis ha fatto sentire al calciatore che non era solo Mazzarri a volerlo ma tutta la società e l’ambiente. Siamo contenti anche per le manifestazioni d’affetto dei tifosi del Napoli. Il ruolo di quarta punta? Si metterà a disposizione del mister, per lui non ci sono problemi. Il numero di maglia? Conferma il 99, anche per una questione di scaramanzia: lo aveva a Livorno ed andò bene. Sono convinto che farà altrettanto bene a Napoli. Il suo arrivo in città? Sara’ a disposizione del tecnico e della squadra dall’inizio della prossima settimana».

LA SCHEDA - Cristiano Lucarelli è nato a Livorno il 4 ottobre 1975. Ha giocato in serie D con il Cuoio Pelli (5 gol in 28 partite), in serie C1, con il Perugia (2 presenze), in serie B con Perugia, Cosenza, Padova, Livorno, Torino e Parma collezionando 140 presenze e 70 gol. Ha giocato anche un anno con il Valencia (un gol in 12 partite) e mezza stagione con lo Shakhtar Donetsk (4 gol in 12 partite). In serie A vanta 119 gol in 289 presenze con Atalanta, Lecce, Torino, Livorno e Parma. Nel 2004/05, con il Livorno, è stato il capocannoniere del massimo campionato con 24 gol in 35 presenze. Vanta anche 9 gol in 26 presenze in coppa Italia, 6 gol in 7 presenze in coppa Uefa, con il Livorno-2006/07, e 3 gol in 6 partite in Champions League, con lo Shakhtar Donetsk. Ha giocato 6 volte in Nazionale segnando 3 gol.

NAPOLI, 20 agosto - Il colpo a sorpresa spunta nel bel mezzo della notte europea. Il Napoli ha praticamente acquistato Has­san Yebda (26) mediano tutto­campo, ma – soprattutto – tut­to fisico, inseguito in silenzio per strapparlo alla concorren­za. Arriverà con la formula del prestito gratuito, con riscatto fissato a favore del Benfica a quattro milioni e mezzo. Yeb­da è l’interditore con qualità in fase di regia che Mazzarri cercava. Due anni fa, nella sfi­da di Coppa Uefa contro il Benfica entrò prepotentemen­te fra gli obiettivi del Napoli. Impossibile prenderlo all’epo­ca per via del costo. L’anno scorso il mediano francese con passaporto algerino ha giocato nel Portsmouth in In­ghilterra. Il Napoli spera di poterlo annunciare in tempi brevi.

SOSA, SOLO DETTAGLIMagari, una telefonata allunga la vita: però, sicuramente, accorcia l’ansia. Napoli-Monaco (di Ba­viera) si gioca sul cellulare, o anche via fax: chiusa la prima sfida all’Elfsborg è di nuovo tempo di mercato e, quindi, di José Ernesto Sosa ( 25), del suo talento da reclutare, di quella verve apprezzata e re­clamizzata da Lavezzi. L’atte­sa è (quasi) finita: Denis è a Udine, sul conto in banca – e in Lega – del Napoli c’è già la somma riconosciuta da Pozzo, il danaro in cassa per girarlo al Bayern è quello, euro in più o euro in meno. A volte, sono i dettagli che fanno la differen­za, e quel milione che separa il Napoli dal Bayern è rimosso ­virtualmente – dalla ferrea vo­lontà del calciatore di appro­dare al San Paolo.

PRIMO OBIETTIVOSi riparte da Sosa, dunque, età intrigan­te, colpi da geniaccio male­detto della trequarti, l’alter­nativa ideale – quasi da con­trofigura – di Marek Hamsik: il Napoli ne ha già parlato 16 giorni fa con Rummenigge, ha colto la possibilità del Ba­yern di cedere un calciatore che tra 10 mesi va in scaden­za di contratto ed è blindato dal desiderio del sudameri­cano, che osserva Napoli dal buco della serratura o din­nanzi alla tv, mentre va in on­da la prima in Europa Lea­gue.
 
L’ATTACCANTE -
L’organico re­clama un altro attaccante, dall’identikit preciso: serve un centravanti classico, una prima punta, un uomo consa­pevole di avere davanti a sé Quagliarella, Lavezzi e Cava­ni. Cristiano Lucarelli è stato partenopeo in pectore, con tanto di investitura di De Laurentiis, prima del colpo di scena cinematografico che l’­ha spinto allo strappo. Il tem­po passa e, da galantuomo, le­nisce le ferite: può darsi che si ricomincia flirtare. Può darsi…

VIA| Corriere dello Sport

FOLGARIA, 24 luglio - Un emissario del presidente De Laurentiis tra oggi e domani dovrebbe chiudere la trattativa, complicata dalla concorrenza di Real Madrid e Porto. Ha doppia nazionalità: a 16 anni ha esordito nel Paraguay, quindi ha scelto di giocare nell’Argentina U. 20 È tra i ragazzi che Maradona ha voluto come sparring per preparare il mondiale. È considerato l’erede di Messi

Così come aveva agito per Cavani, il Napoli avrebbe voluto fare per Juan Manuel Iturbe, diciassette anni, trequartista argentino con passaporto uruguagio, definito da alcuni critici, “il nuovo Messi”. Voleva aspettare il momento giusto (la risoluzione del contratto di Navarro per fiondarsi su un altro extracomunitario); lavorare nell’ombra per un ragazzo, corteggiato da club inglesi, spagnoli e portoghesi (proposto anche all’Inter); prendere contatti con il gruppo che ne gestisce il cartellino e definirne la valutazione. Qualcosa non ha funzionato nella strategia (come per Zuculini, del resto). Ed ora il Napoli se non si sbriga, rischia di farsi soffiare il giocatore dal Real Madrid o dal Porto che pure stavano lavorando sott’acqua. Tra oggi e domani, un emissario del club di De Laurentiis dovrebbe accelerare le operazioni e chiudere. E se tutto va bene, entro lunedì l’operazione dovrebbe andare felicemente in porto. Il costo rientra nei parametri fissati dal Napoli per le due scommesse anticipate da De Laurentiis ad inizio settimana (una punta ed un centrocampista). Dopo Iturbe, dovrebbe essere la volta di un altro talento, a questo punto un comunitario. E nella lista presentata dai nuovi responsabili del settore scouting, Micheli e Mantovani, pare che non manchino i nomi ad hoc (anche se le operazioni di monitoraggio per conto del Napoli richiederanno del tempo).

FOLGARIA (Trento), 16 luglio - Questione di ore, di ultimi dettagli da definire. Il matrimonio tra il Napoli e Cavani si celebrerà. Forse già oggi. In nottata, infatti, superati gli ultimi intoppi, quelli legati ai bonus, ai diritti d’immagine, a qualche altra postilla. Intanto su un sito uruguagio, Edinson Cavani, fresco dell’onorificenza ricevuta dal presidente della Repubblica, Josè Mujica, e della festa con duemila tifosi ricevuta nel suo paese natio, Salto, ha dichiarato: «Che onore giocare con il Pocho nello stadio dove ha giocato Maradona. Spero sia tutto vero. So che il mio procuratore sta parlando con il Napoli ma non ha ancora raggiunto un accordo. Resto in attesa di notizie». Ma per oggi è fissato un ulteriore colloquio tra Bigon e Triulzi, il procuratore del “Matador”. L’ultimo, prima dell’annuncio ufficiale. Il matrimonio tra il Napoli e Cavani si trova quindi alle soglie dell’altare; nonostante l’intrusione in extremis di qualche altro club (fra cui l’Inter, che ha provato a far cambiare idea al giocatore), e nonostante azioni di disturbo varie e variegate. L’accordo con il Palermo era stato raggiunto ormai, peraltro tra due gentiluomini, quali De Laurentiis e Zamparini, che giammai si sarebbero fatti uno sgarbo per qualche migliaia di euro in più o in meno. Semmai c’era da trovare l’intesa sul contratto quinquennale del giocatore, per cui occorreva il tempo necessario per trovare piena convergenza su tante postille. Una tra tante, i diritti d’immagine su cui il Napoli non transige. Li vuole gestire in proprio. Ma c’erano anche altri piccoli intoppi su bonus, incentivi e quant’altro. Tutti superati. O quasi. Manca davvero pochissimo. Cavani è in vacanza ma sa tutto, ha fatto anche sapere che rientrerà in Italia (con Gargano) non prima del 2 agosto quando il Napoli sarà rientrato a Castelvolturno dal ritiro di Folgaria. Dovrebbe essere pre sentato il 3 mattina a Castelvolturno e la sera stessa assistere all’amichevole in programma al San Paolo, per fare conoscenza anche con i suoi nuovi tifosi.

MILANO – Alla fine il primo grosso colpo di mercato lo mette a segno il Napoli. Edison Cavani attaccante del Palermo e della nazionale uruguaiana passa alla squadra partenopea sotto la forma del prestito con diritto di riscatto alla cifra prefissata di 16 milioni di euro.

LE ALTRE MOSSE – Sempre il Napoli ha comunicato che il centrocampista Jesus Datolo è stato ceduto all’Espanyol con la formula del prestito con diritto di riscatto. Mentre il Parma ufficializza l’acquisto, dopo lunghe trattative, dello spagnolo Jose Fernando Martin Marques proveniente dall’Espanyol di Barcellona.
Il Barcellona invece sarebbe interessato all’acquisto di Stevan Jovetic dala Fiorentina. Andoni Zubizarreta, nuovo direttore sportivo del Barcellona, avrebbe inserito nel suo taccuino l’attaccante montenegrino della Fiorentina come possibile rinforzo per la prossima stagione.

NAPOLI, 13 giugno - Vista da lontano, da molto lontano, dalla culla dell’in­fanzia, Napoli è un orizzonte az­zurro da afferrare con le mani­ne. E ora, vista da vicino, da tan­to vicino, Napoli è un carillon, una ninna nanna per lasciarsi an­dare a occhi aperti, Vista da Zu­culini, 19 anni e un talento già imponente, Napoli è Diego e an­che il pocho, è un desiderio im­presso nella pelle, è un’aspira­zione coltivata tra i fili d’erba di quella metà campo in cui viene ritenuto un leader. L’enfant pro­dige che Maradona volle un gior­no in Nazionale, quel giovanotto­settepolmoni costato un anno fa 7 milioni di euro, s’è lasciato i tor­menti vissuti con l’Hoffenheim alle spalle, incurante di aver sfiorato la Juventus che pure s’era presentata al Racing di Avellaneda per averlo: l’estasi è Napoli, da assorbire tutta d’un fiato.

Zuculini, come vive un venten­ne tutto questo clamore?
«In serenità. Sono a casa con la mia famiglia, ho esultato per la vittoria dell’Argentina, guardo tutte le partite del Mondiale e leggo quello che scrivete voi in Italia».

Parliamo del Napoli.
«Ed io sono felice, ovviamente. Perché quello è stato il club di Maradona, è una società che ha una grande storia alle spalle e che giocherà in Europa League. E, soprattutto, Napoli è il mio so­gno da sempre, da quando ero bambino: non pensavo ad altro».

E ora può succedere.
«Sì, ho parlato con il mio mana­ger, mi ha detto che c’è stato un contatto, che esiste la possibilità di giocare al fianco di Lavezzi. Io aspetto con fiducia».

L’Hoffenheim è stato avvisato, ovviamente?
«Io ho spiegato in Germania che mi piacerebbe tanto giocare con il Napoli, non c’è motivo per risentirsi, credo. E’ stato un anno duro, per me: ho avuto difficoltà, anche se l’Hoffenheim ha fatto di tutto per aiutarmi; però, evidente­mente, cambiare paese non è uno scherzo. Ma ho giocato poco, l’al­lenatore ha prefe­rito altri a me. Vo­glio rilanciarmi, sono giovane, pos­so farlo: e provarci con una ma­glia che mi è cara, può facilitare tutto».

In Italia la seguono anche al­tre società: sembra la Lazio, sembra il Palermo.
«Sì, ho saputo che ci sarebbero un paio di opportunità. La mia preferenza l’ho espressa, adesso non posso far altro che attende­re » .

Un anno fa, poteva andare alla Juventus.
«Seppi anche questo. Credo ci sia stata una trattativa con il Ra­cing Avellaneda, poi venne pre­ferita l’offerta del­l’Hoffenheim».

C’è un altro Zu­culini che piace.
«E’ mio fratello Bruno, ha dicias­sette anni, è vera­mente bravo. E’ diverso da me, ha altre caratteristi­che. Io come modello seguo Ma­scherano, mi ispiro a lui. Qualcu­no dice che gli somiglio: mah!».

Parla già bene l’italiano.
«Mi basterebbero tre mesi per parlarlo perfettamente, e poi l’Italia è simile all’Argentina».

A Napoli ha già amici?
«Conosco bene Filippo Fusco, che è stato dirigente della socie­tà e che mi ne ha parlato benissi­mo della società, della città, del­la gente».

Cosa sa del calcio italiano?
«L’ho seguito moltissimo quan­do ero in Argentina, un po’ meno dalla Germania. Ma so che quel­li come me, che in campo danno tutto, anche l’anima, a Napoli so­no molto apprezzati. Io corro tan­to, corro sempre, non mi rispar­mio».

A proposito, chi vince il Mon­diale?
«E chi vuole che lo vinca? Ma ha visto che squadra abbiamo? E che attacco? Nessuno è come l’Argentina».

Quanto tempo ci vorrà, per ve­derla a Napoli?
«Impossibile prevederlo. Io posso solo garantire che ho un desiderio forte: giocare con quel­la maglia addosso».

CALCIOMERCATO NAPOLI, 12 giugno

 Si è partiti da Pazzini, si è finiti in un anfratto: è il mercato modello-boomerang traiettorie incontrollabili che si ritorcono contro. Si è sfiorato Toni, si è tastata la crisi: è un momentaccio per chiunque e dunque servirà aspettare. Però, eppur si muovono: perchè in quel Napoli da sesto posto, qualcuno andrà inserito, per contenuti all’Europa. ‘Dei giovani sicuramente. Intanto, restiamo vigili’. Il week- end è una liberazione fisica e psicologica dai tormenti e dai tormentoni e dopo altri cinque giorni di perlustrazione a tutto campo, Riccardo Bigon può lanciarsi su una poltrona, in attesa che maturino gli eventi: ‘Ma sì, Zuculini lo seguiamo, ormai ne scrivete. Diciamo che in Germania si sono un po’ lanciati avanti, ma..’. I fatti separati dalle opinioni raccontano di un incontro con Dario Decoud, di chiacchierata conoscitiva, di simpatia a pelle per un 20enne che Maradona ha dimostrato di stimare e che l’Hoffenheim non intende regalare. I sette milioni di euro investiti un anno fa pesano pure i Germania e le difficoltà d’ambientamento del sudamericano inducono i tedeschi a cercare soluzioni alternative per rivalutare il capitale: sul prestito oneroso si può fare, sul riscatto andranno rivedute le volontà.

ZUCULINI, NESSUN SEGRETO – Il Napoli sa tutto ciò che c’è da sapere su Franco Zuculini, sa che ha grinta, corsa e pure piedi, e una voglia matta di infilarsi nel San Paolo, lo stadio che fu di Diego: l’ha monitorato, s’è fatto relazionare, s’è convinto, insomma. Anche se il recente viaggio di Maurizio Micheli in Brasile ha lasciato emergere pure le qualità di Jucilei da Silva, 22 anni del Corinthians, un altro talento emergente per la zona nevralgica. ‘Almeno uno per reparto vorremmo inserirlo, in prospettiva. Però bisognerà liberarare le caselle. Noi, poi, non abbiamo la necessità di intervenire in maniera massiccia. Abbiamo un organico di qualità, come ha detto l’ultimo campionato’. Si riparte da Hamsik e Lavezzi, Quagliarella e Gargano e Maggio, si riparte dall’ossatura che è valsa l’Europa, si riparte togliendo le mani – eventualmente – dai gioiellini. E si torna sugli obiettivi originari: Mantovani, ad esempio. Con il Chievo si rimane in stand- by, consapevoli delle richieste economiche dei veneti, ai quali piacciono soprattutto Denis ed Aronica. Sono le valutazioni che rallentano lo sviluppo, ma Mantovani rimane il difensore centrale (mancino) di riferimento.

I NOMI PER L’ATTACCO:  Acquafresca è qualcosa in più di un’idea, è una tentazione che spinge a starsene sul ciglio del mercato ed attendere, con telefonatine comunque sistematiche in Brasile per capire i margini d’intervento su Fred (per lui il Fluminense chiede 10 milioni).

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport riferisce di un interessamento di Napoli e Lazio per André-Pierre Gignac. Il venticinquenne bomber del Tolosa, impegnato in Sudafrica con la nazionale francese, era già stato nel mirino degli azzurri la scorsa estate: il costo del suo cartellino si aggirerebbe intorno ai 15 milioni di euro.

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