12/06/2010 L’ex direttore generale del Napoli Pierpaolo Marino ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sportitalia: “Il mio ciclo a Napoli si era chiuso, ora vedremo cosa saranno in grado di fare in società. Al momento non si possono fare valutazioni perchè il Napoli deve ancora entrare nel mercato. La strategia di De Laurentiis è chiara, lui magari spende anche di più sui cartellini, ma sugli ingaggi ha delle idee ben precise come il tetto salariale e lo sfruttamento dei diritti d’immagine in favore della società. Per questo il Napoli dovrà scoprire nuovi talenti e vedremo se la nuova dirigenza sarà in grado di farlo. Chi si gioca molto come credibilità sarà sicuramente Mazzarri, perchè credo che avrà molta voce in capitolo nelle scelte di mercato”.Come giudicate le esternazioni sul Napoli del ex dg Marino?
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Firenze – Aurelio De Laurentiis è l’ospite d’onore del ‘Festival Goal-storie di calcio e di vita’, in programma al cinema Odeon di Firenze. Inevitabile parlare di Napoli. E del mercato. La pista di Luca Toni si smorza: “Vado a cercare nuovi campioni tra i giovani, non tra i trentaquattrenni. Il discorso della pressione non lo capisco. Noi siamo il Napoli e quando ho preso Hamsik, non ho dovuto aspettare tre anni per vederlo giocare. Stesso discorso per Gargano, subito mi hanno detto che è un motorino inesauribile a centrocampo”. Gilardino non è sicuro di restare alla Fiorentina: “Ma non penso a lui”. A Pazzini, invece, sì: “E’ un bellissimo giocatore, ma se ne parla troppo e il prezzo sale. Allora io faccio un passo indietro per il momento. Non voglio alimentare un’asta”. Tanto le idee non mancano: “Abbiamo molti nomi, da quando abbiamo aperto la sezione scouting, mi arrivano resoconti dettagliati ogni giorno. Adesso comincio a divertirmi”.
L’obiettivo del Napoli è quello di essere protagonista: “Affrontare ogni partita per vincere. La Champions? Ma quanto vale adesso? Io vorrei smontare tutto il sistema calcio. La Formula Uno ha trovato finalmente la sua libertà imprenditoriale. Spero possa essere così anche per noi”. Chiusura su due argomenti caldi. Il primo. Cesare Prandelli è il nuovo ct della nazionale: “Ha una grande professionalità, non è facile allenare l’Italia, ma ha le competenze affinché tutto funzioni per il verso giusto”. Il secondo. Le polemiche sulla tessera del tifoso: “Non mi permetto ancora di giudicare, cerchiamo di capire bene i meccanismi e vedremo”.
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è intervenuto ai microfoni di “Marte Sport Live” sulle frequenze di Radio Marte, rilasciando alcune dichiarazioni in occasione delle riprese di “Amici miei”, remake del noto capolavoro cinematografico. Ecco quanto evidenziato:
“Il nostro è stato un lavoro coi fiocchi; abbiamo rialzato la china dopo un inizio di stagione disastroso. Sono contento del lavoro di Mazzarri e dei ragazzi, passo dopo passo stiamo diventando grandi e credo di poterlo dire adesso a titolo europeo ben blindato in tasca.
Balotelli: “Se venisse a Napoli, firmerebbe la consacrazione a campione internazionale. La maglia azzurra sarebbe per il giovane l’incipit ideale per crescita, maturazione e formazione definitiva all’insegna del successo. Qui da noi è il benvenuto, do piena ragione a Mazzarri e condivido le motivazioni che spingono il tecnico a volerlo in squadra”.
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Rai 2 e Mediaset Premium. Ecco quanto evidenziato “Sono soddisfatto del sesto posto. Era questo il nostro obiettivo. Dopo le prime giornate sembrava un traguardo lontanissimo, poi l’abbiamo raggiunto con merito. Erano diciassette anni che il Napoli non entrava direttamente in Europa. E non dimentichiamo che quando sono arrivato ho preso un pezzo di carta dal tribunale. Posso promettere che con me il Napoli non succederà mai quello che è accaduto in passato: non ci sarà mai la serie C. In questo campionato ho avuto l’intuizione di cambiare in tempo, dall’arrivo di Mazzarri le cose sono cambiate. Ha lavorato con tenacia. Stiamo lavorando con serenità per il futuro, è importante non avere l’impegno del preliminare a luglio. Già da mesi stiamo lavorando al nuovo Napoli: abbiamo bisogno di un centrale difensivo mancino, un centrocampista e una punta da doppia cifra, possibilmente con il 2 davanti. Bisogna programmare bene la stagione per evitare di fare gli errori delle altre squadre che con l’impegno europeo hanno un crollo in campionato”.
Da Radio Marte - Circola il nome di Guarente: “E’ un ottimo giocatore, non so se ha l’età che cerco io. Non voglio una squadra di trentenni. Ruiz? Mi piace moltissimo. Pazzini-Maxi Lopez-Floccari e Matri? L’unico che mi piace è Pazzini, ma se va in Champions, resta alla Sampdoria. Anche Mazzarri è d’accordo sui tre innesti. Dovremmo essere protagonisti a Genova. Ne parleremo nella cena di martedì sera, dobbiamo provare a vincere. Ma non tralascio il settore giovanile, non posso pensare che Empoli e Atalanta abbiano grandi vivai e noi no. E’ un discorso che devo affrontare e lo dovrò fare. L’anno prossimo io voglio crescere ma non soltanto per la Champions, dobbiamo rafforzarci in tutti i sensi”. Ci saranno anche novità societarie: “Per me il direttore generale, non deve avere soltanto una cultura calcistica e sicuramente arriverà. Deve evitarmi una serie d’interventi che finora ho fatto”.
Dopo aver centrato l’Europa, Aurelio de Laurentiis spiega il progetto-Napoli. “Occorre pensare al bilancio. So che il tifoso vorrebbe tutto e subito, ma io guardo l’esempio del Barcellona, che dopo aver costruito lo stadio ha scelto tanti giovanissimi. All’inizio ha faticato, poi ha vinto tutto”, ha detto il presidente. Idee? “Dobbiamo puntare sugli attaccanti, perché sono quelli che fanno i gol. Inler? Non possiamo permettercelo”.
Poi il numero uno azzurro traccia un bilancio della sua era sotto il Vesuvio. “Il mio percorso da presidente del Napoli è da dividere in due quinquenni, il primo si è concluso, il secondo è iniziato male ma abbiamo riparato. Di questo devo ringraziare Mazzarri, Bigon e tutti coloro che mi sono stati vicini. Quando ho iniziato faticavo moltissimo a capire il calcio, non conoscevo l’ambiente, ma lo trovo un mondo affascinante, non rinnego nulla e voglio continuare, nonostante abbia dovuto rinunciare a diversi progetti cinematografici”.
De Laurentiis si batte per alcuni cambiamenti nel mondo del calcio. “Ad esempio – ha aggiunto – noi andremo in Uefa, ma voi pensate che sia logico giocare di giovedì? Come si può pensare di giocare di giovedì? Come si cura la preparazione della partita sul piano tecnico, tattico, psicologico? I prossimi cinque anni del Napoli saranno un guardare alla finestra con grande tranquillità. Lavorerò con tutti i miei colleghi perché il calcio diventi una grande fabbrica, una casa, per i tifosi che ci credono e che devono essere tutelati“.
CALCIOMERCATO NAPOLI: Sembra ormai scontata la separazione tra Lione ed Ederson al termine della stagione in corso e in Italia continuano ad aumentare le pretendenti alle prestazioni sportive del centrocampista offensivo brasiliano. Fiorentina, Inter, Lazio, Milan e Napoli sono sulle sue tracce, ma proprio i partenopei potrebbero passare in pole nelle prossime settimane. “Sicuramente il Napoli è una delle possibili candidate -dice a Calciomercato.it, Antonio Caliendo, agente del giocatore- perché De Laurentiis vuole fare un grande colpo e sta pensando anche ad Ederson. Al momento in casa Inter, Lazio e Milan non si parla di mercato. Comunque, per capire qualcosa di più, bisognerà attendere almeno un mesetto, visto che il Lione dovrà affrontare una semifinale di Champions League“, conclude Caliendo
“Un pareggio importante”. Aurelio De Laurentiis soddisfatto ed orgoglioso dopo l’1-1 del Napoli col Milan. E’ il primo punto conquistato a San Siro nell’Era del Presidente azzurro.
“E’ stata una bella partita, giocata in maniera sportiva ed energica che ci ha consentito di ottenere per la prima volta un risultato positivo a Milano. E’ un risultato importante conquistato attraverso un bel gioco ed una prestazione di spessore che arriva a pochi giorni dal big match con la Juventus”
“Contro la Juve e anche contro il Catania – prosegue il Presidente – mi auguro di vedere lo stadio pieno di entusiasmo, perchè quando il San Paolo è stracolmo e si riempie di tifosi, ci conferisce una carica che nessun altro stadio al mondo ci saprebbe dare”
NAPOLI – E sono duemila. Aurelio De Laurentiis festeggia oggi i 2000 giorni da presidente del Napoli. Cinque anni e mezzo che hanno portato la società partenopea dall’inferno della serie C ai vertici del calcio italiano. «In questi anni sono cresciuto e maturato insieme al Napoli», ha detto De Laurentiis a Radio Marte. «Oggi sono lieto di essere il presidente di un gruppo unito con un grande attaccamento alla maglia e a questi colori».
«MAZZARRI, UNA PERSONA SERIA E RESPONSABILE» - «Sono estremamente soddisfatto di come i giocatori si siano immedesimanti nel senso di responsabilità che caratterizza la nostra società», ha proseguito De Laurentiis. «Questo anche grazie al rapporto intelligente che si è creato con il nostro allenatore. Un uomo che io stimo molto e che ritengo un grande valorizzatore di risorse. Avevo altri nomi in lista ma lui era il mio primo pensiero. Mi è subito piaciuto Mazzarri per la schiettezza, la serietà e la responsabilità. Di Mazzarri mi piace il modo condottiero con cui conduce la sua opera. Mi infonde grande serenità e sono certo che con lui arriveremo lontano».
«HAMSIK, A MAGGIO PROLUNGA» – Su Hamsik De Laurentiis ha solo parole d’elogio e massima stima: «Siamo lieti di avere nella nostra famiglia un giocatore forte come Marek. Con il suo procuratore abbiamo già discusso del prolungamento del contratto. A maggio definiremo tutto».
«RAGGIUNGEREMO RISULTATI SEMPRE PIU’ IMPORTANTI» - Chiusura dedicata ai tifosi: «Il mio augurio è di proseguire così, piano piano verso le mete che ci siamo prefissati. Il mio obiettivo è di servire tutti i tifosi azzurri nel mondo creando un grande cordone ombelicale. Oggi mi sento di dire che siamo un gran club proiettato nel futuro. Sono felice di guidare questa società, non mi sento un sessantenne ma un tre volte ventenne, tale è il mio entusiasmo. Speriamo di raggiungere tutti insieme traguardi sempre più importanti».

NAPOLI - Contro la Roma non sarà un match da dentro o fuori per la Champions. Ma una vittoria contro i giallorossi per il Napoli sarebbe una bella iniezione di fiducia e di consapevolezza nei propri mezzi. Quanto all’Europa, gli azzurri – dal pubblico alla società ai giocatori – ci tengono da morire. Parole e musica di Walter Mazzarri, domani atteso da una delle sfide più delicate da quando siede sulla panchina partenopea. Il tecnico livornese ha però più di un dubbio riguardo la formazione, in particolare in attacco: sembrava che al San Paolo si sarebbe rivista la coppia Quagliarella-Lavezzi, ma le condizioni fisiche dei due non sono ottimali e Mazzarri non sa ancora se potrà schierarli.
COME SI VINCE - Mazzarri innanzitutto spiega quale sarà l’atteggiamento del suo Napoli: «Con la Roma serve che la squadra faccia una prestazione oltre il massimale e che gli episodi ci diano ragione. Se analizzate tutte le partite pareggiate, penso che vedreste che avremmo meritato i tre punti quasi sempre. Ma il calcio non è una scienza esatta e gli episodi non ci hanno dato ragione. Quella con la Roma non è una partita da dentro o fuori per la Champions. Mancano ancora molte partite». I giallorossi sono appena stati eliminati dall’Europa League e potrebbero arrivare al San Paolo demoralizzati. Mazzarri è di opinione opposta: «Speravo che la Roma passasse il turno perché così arrivavano qui rilassati. Invece questo vantaggio non ci sarà perché è stata scottata da questa eliminazione, tra l’altro immeritata. Hanno preso tre in contropiede e hanno perso una partita che dal punto di vista del gioco avrebbero sicuramente meritato. Ora hanno una rabbia sportiva che riverseranno su di noi e questo per noi non è un fatto positivo. Grande difesa contro grande attacco? Ogni partita fa storia a sé. Le statistiche e i numeri sono fatti per cadere». Ultimo dettaglio rivelato dal tecnico del Napoli a proposito dell’approccio dei suoi al match: «Quello che ho dovuto fare per tenerli concentrati a Siena - afferma – questa settimana non ho dovuto farlo perché siamo tutti convinti di avere di fronte una grande squadra. Quindi dal punto di vista della carica sportiva viene tutto facilitato. Se dovesse andare bene – e non voglio nemmeno pronunciare quella parola (vittoria, ndr) – sarebbe una bella iniezione di fiducia».
SQUADRA DI FERRO - Il Napoli segna poco, soprattutto ultimamente. Ma non prende nemmeno gol. Invece di elogiare solo i difensori, però, Mazzarri vuole complimentarsi con tutta la squadra: «La squadra è equilibrata, non solo la difesa. Grazie anche ai centrocampisti la difesa e il portiere sono stati poco impegnati o impegnati in modo tale da non andare in difficoltà. La squadra è organizzata, attacca, ma sa come non subire il gioco degli altri. È un segnale positivissimo per il futuro al di là del risultato del momento».
EUROPA SI’, EUROPA NO – In settimana il presidente del Napoli De Laurentiis ha affermato che il suo Napoli non è ancora pronto dal punto di vista economico per affrontare le grandi competizioni europee. Quando gli viene chiesto un parere su questa delicata questione, l’allenatore azzurro svicola abilmente: «Da come lo conosco – dice – so che per lui non è così, ma non lo è soprattutto per noi dal punto di vista sportivo. Lui magari parlava dal punto di vista aziendale, cosa di cui io non voglio sapere niente. Da un punto di vista puramente sportivo io vedo che quando non vinciamo le partite non è contento, perché a questi tifosi vuole regalare delle gioie. Entrare in Europa sarebbe un’impresa straordinaria visto da dove siamo partiti. Potrebbe essere la base su cui costruire in futuro e un progetto interessante. Quello di De Laurentiis è un discorso da interpretare dal punto di vista imprenditoriale e non da quello sportivo».
DUE PEDINE - Prima di terminare Mazzarri, stuzzicato dai giornalisti, parla di due suoi giocatori. Uno è Gargano, l’altro Dossena. Di quest’ultimo preoccupano soprattutto l’incapacità di inserirsi nel gruppo. «Il suo inserimento non è stato difficile - smentisce il tecnico partenopeo -. Ci sono momenti fortunati e sfortunati. Stava bene, era in forma. Poi ha avuto degli infortuni: influenza, problemi alla caviglia, non c’è altro. Anche a uno che è stato sempre con noi può succedere di tutto. Ma il giocatore non c’entra». Solo elogi, invece, per Gargano: «Se l’ho fatto giocare sempre significa che lo reputo importante. In più nella mia gestione è mancato solo una volta e abbiamo pareggiato, in un periodo in cui del resto ci capitava spesso. Nel momento in cui le cose non girano e riesci comunque a non perdere ed è solida è un buon sintomo».

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni nella videochat de “La Gazzetta dello Sport”. Ecco quanto evidenziato:
”Quando non sapevo nulla di calcio ho realizzato il film “Tifosi”. Dopo i fatti di Calciopoli, ho pensato di girare “Tifosi 2″. Mourinho si prende molto sul serio. Concordo con Veronesi: andrebbe bene in un film di Veronesi.
Mourinho? Lo vedrei in coppia con la Ferilli, che e’ una tosta romanista.
Napoli-Roma? Non ci pensavo. Sono proiettato sull’uscita di “Genitori&Figli”. La partita con la Roma e’ un match importantissimo. Da una settimana ci stiamo preparando a questa sfida. Mazzarri sta pensando a tutti gli schemi possibili ed immaginabili. Con o senza Totti e Toni, la Roma e’ sempre la Roma. Mi auguro che la partita con i giallorossi sia sul reciproco rispetto. L’amore e’ il motore del mondo.
Il giubbino blu elettrico? Allo stadio bisogna essere comodi. Sono scaramantico: se porta bene, ci credo. Tra l’altro vesto il colore del Napoli, che e’ il colore del cielo.
Legare per sempre il mio cognome al Napoli come gli Agnelli con la Juventus? Me lo auguro, spero che i miei figli possano dar seguito al mio lavoro. Spero che il calcio possa diventare internazionale, altrimenti i tifosi si possono divertire poco.
Uno stadio piu’ agevole? Non e’ di nostra proprieta’, ma del Comune. Gia’ abbiamo migliorato molte cose. Con il Napoli ho ricominciato da zero: sono passati 5 anni e siamo da 3 anni in A. Nei prossimi anni c’e’ molto da costruire. Bisogna rendere il calcio autonomo e indipendente. I media cambiano e il mondo si evolve. La Formula 3 deve competere con certi motori, cosi’ come la Formula 1. Nel calcio invece succede il contrario.
Messi al Napoli? Le star le abbiamo fabbricate in casa. La star deve essere la squadra e non un suo componente. Guardiamo all’Udinese: c’e’ Di Natale che ha segnato 17 gol, ma la squadra e’ in fondo alla classifica.
Il bomber? Chi si e’ gia’ affermato ha avuto gia’ il massimo della crescita. Io cerco gente in ascesa e non in discesa. Comprare ed affermarsi in serie A non serve a nulla. In un campionato europeo possiamo comprare anche 12 Messi ed uno di riserva. Ronaldinho e’ un grande campione, ma bisogna farlo ambientare. Il calcio non e’ un copione scritto.
Cassano a Napoli? Cassano e’ un giocatore che mi sta molto simpatico, ma non credo che vada bene per le sue caratteristiche. Da noi esiste un decalogo comportamentale: cerchiamo professionalita’, impegno e serieta’. Non ho bisogno di persone che possono essere strepitose 10 volte, ma poi non mi danno continuita’.