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NAPOLI, 21 agosto - Cristiano Lucarelli è un giocatore del Napoli. Il club partenopeo ha trovato l’accordo con il Parma per il passaggio in azzurro dell’attaccante livornese, 35 anni, in prestito gratuito con diritto di riscatto. Soddisfatto Mazzarri, che completa il reparto d’attacco con il giocatore che aveva richiesto. L’intesa è stata raggiunta in un incontro a Parma fra il dg gialloblù Leonardi e il ds azzurro Bigon. 

DE LAURENTIIS: «AVEVO BLUFFATO» - A dare l’annuncio è stato il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis a Radio Marte: «La trattativa si è risolta in nostro favore. Io ho dovuto bluffare sulla questione per un periodo di tempo perché sono contrario a mettere i panni in piazza e poi il passaggio si era complicato per l’infortunio a Denis e l’incertezza del suo trasferimento a Udine. Adesso Lucarelli è nostro e sono lieto di poterlo accogliere nella nostra famiglia».

LA GIOIA DI LUCARELLI - Anche Cristiano Lucarelli ha voluto esprimere la sua soddisfazione: «Sono contento che la trattativa si sia finalmente conclusa. Per me è una grandissima soddisfazione poter giocare con la maglia del Napoli al San Paolo davanti ad un pubblico eccezionale. E’ un sogno che si avvera, ed il fatto che si sia realizzato a 34 anni è ancora più bello».

NUMERO 99 - L’agente Carlo Pallavicino ha raccontato i retroscena della trattativa: «Siamo contentissimi per la firma sul contratto. Ho preso un caffè con Cristiano Lucarelli proprio qualche minuto fa e non riuscivamo a contenere la gioia - ha detto a napolimagazine.com -  abbiamo riflettuto sull’aspetto che si tratta dell’undicesimo passaggio di squadra in carriera che abbiamo portato a termine insieme. Napoli sarà l’esperienza calcistica più importante per Lucarelli ed il fatto che sia arrivata a 34 anni rappresenta uno stimolo in più. Le dichiarazioni passate del presidente azzurro sull’età di Lucarelli? Devo dire che c’è stata una telefonata risolutiva del presidente De Laurentiis, nella giornata di venerdì, che ha messo in chiaro le cose. De Laurentiis ha fatto sentire al calciatore che non era solo Mazzarri a volerlo ma tutta la società e l’ambiente. Siamo contenti anche per le manifestazioni d’affetto dei tifosi del Napoli. Il ruolo di quarta punta? Si metterà a disposizione del mister, per lui non ci sono problemi. Il numero di maglia? Conferma il 99, anche per una questione di scaramanzia: lo aveva a Livorno ed andò bene. Sono convinto che farà altrettanto bene a Napoli. Il suo arrivo in città? Sara’ a disposizione del tecnico e della squadra dall’inizio della prossima settimana».

LA SCHEDA - Cristiano Lucarelli è nato a Livorno il 4 ottobre 1975. Ha giocato in serie D con il Cuoio Pelli (5 gol in 28 partite), in serie C1, con il Perugia (2 presenze), in serie B con Perugia, Cosenza, Padova, Livorno, Torino e Parma collezionando 140 presenze e 70 gol. Ha giocato anche un anno con il Valencia (un gol in 12 partite) e mezza stagione con lo Shakhtar Donetsk (4 gol in 12 partite). In serie A vanta 119 gol in 289 presenze con Atalanta, Lecce, Torino, Livorno e Parma. Nel 2004/05, con il Livorno, è stato il capocannoniere del massimo campionato con 24 gol in 35 presenze. Vanta anche 9 gol in 26 presenze in coppa Italia, 6 gol in 7 presenze in coppa Uefa, con il Livorno-2006/07, e 3 gol in 6 partite in Champions League, con lo Shakhtar Donetsk. Ha giocato 6 volte in Nazionale segnando 3 gol.

FOLGARIA, 18 luglio - Il Napoli debutta con un tredici. Nella prima uscita stagionale gli azzurri hanno battuto 13-0 la Us Altipiani, squadra trentina di Seconda Categoria.

TREMILA TIFOSI - Davanti a tremila tifosi, è stato tutto sommato positivo l’esordio della squadra di Mazzarri che è andata in rete sei volte nel primo tempo (doppietta di Bogliacino, gol di Cannavaro, Denis, Cigarini e Dossena) e sette volte nella ripresa (tripletta di Ciano, gol di Vitale, Liccardo, Insigne e Varriale).

BENE BOGLIACINO E DOSSENA - In evidenza Bogliacino, autore dei due gol iniziali su due pregevoli intuizioni di Cigarini (che poi è andato a segno con un gran tiro da fuori), bene anche Dossena sulla corsia sinistra. Curioso il duello del primo tempo fra Denis e Iezzo, in porta con la squadra avversaria: il portiere ha negato almeno 3-4 gol all’attaccante argentino in procinto di accasarsi all’Udinese.

LAVEZZI IN CAMPO CON IL NUMERO 11 – Lavezzi, che non è andato a segno, è sceso in campo con la maglia numero 11, l’anno scorso sulle spalle di Maggio: è forse un segnale che la “sua” numero 7 sarà destinata al nuovo acquisto Cavani.

MAZZARRI - A fine partita, ai microfoni di Sky Sport 24, Mazzarri si dice soddisfatto della prestazione: «Il risultato di queste partite conta poco, oggi si è chiusa la prima settimana di lavoro e sono molto contento di come si è lavorato. Cavani? E’ un giovane talento, in linea con quello che vuole la società brava a mettere a segno questo grande colpo in un mercato difficile come questo. Sarà possibile vedere un tridente più Hamsik? Devo verificare sul campo le caratteristiche da squadre prima di fare delle scelte. Hamsik può fare tanti ruoli, in Nazionale ha fatto il mediano dove però rende meno a livello personale perché gli viene tolta la possibilità di inserirsi. Di mercato non parlo e sugli obiettivi non mi piace fare proclami. La sorpresa di De Laurentiis per domani? Sinceramente non lo so, sarà una sorpresa anche per me».

Napoli-Us Altipiani 13-0
Napoli (primo tempo): Gianello, Santacroce, Cannavaro, Aronica, Zuniga, Blasi, Cigarini, Dossena, Bogliacino, Denis, Lavezzi.
Napoli (secondo tempo): Sepe, Grava (35′ Izzo), Rinaudo, Santacroce (13′ Monda), Zuniga (13′ Diana), Pazienza, Cigarini (13′ Liccardo), Vitale, Maiello, Ciano (35′ Varriale), Lavezzi (13′ Insigne).
Rappresentativa Us Altipiani: Iezzo, Fumanelli, Corradi, Carpentari, Groblechner, Gionco, Nicolussi, Hueber, Bertoldi, Marzadro, Cuel.
Arbitro: Stevovic di Rovereto
Marcatori: 7′ pt Bogliacino, 20′ pt Bogliacino, 26′ pt Cannavaro, 30′ pt Denis, 41′ pt Cigarini, 42′ pt Dossena, 6′ st Ciano, 17′ st Ciano, 20′ st Ciano, 23′ st Vitale, 35′ st Liccardo, 36′ Insigne, 42′ Varriale

NAPOLI – Ottavio Bianchi e Albertino Bigon. «In che senso, scusi?». Nel senso che Walter Mazzarri potrebbe essere il terzo. «Ma di che parliamo?». Di scudetto, mister. «Ah..». Eh. Perché se è vero che Napoli non deve esagerare con le fiammate d’entusiasmo, è anche vero che sognare fa bene alla vita.

«Sembra una frase alla Marzullo». E via così, botta e risposta, da Napoli a Empoli. In perfetto stile toscano. Pungente, ironico, istrionico. È Walter Mazzarri. L’uomo che ha conquistato il popolo azzurro con frasi tipo questa: «Che sia chiaro: voglio ancora una squadra di calciatori che muoiano dalla voglia di indossare la maglia azzurra. Perché so perfettamente quanto il calcio per i napoletani sia anche una rivalsa sociale: e a me, ’sta cosa, mi garba da morire».

Due settimane senza campionato: com’è l’estate di Mazzarri?
«Beh, non ho ancora cominciato a rilassarmi: sono tornato a casa da due giorni e ho girato un po’, da Empoli, dove risiedo, a San Vincenzo, il mio paese. E un po’ qua e un po’ là a sbrigare faccende».

A quando le vacanze vere?
«Presto, appena mio figlio finisce la scuola: un po’ di mare da queste parti e poi in Sardegna. Ci vado da tanti anni».

Niente viaggi all’estero, insomma.
«Per carità, no. Ho bisogno di pace totale, dopo una stagione intensa come questa. E come quella che verrà».

Tra l’Italia e l’Europa. Aerei ogni tre giorni: pronto?
«Una bella fatica. Che speriamo duri il più a lungo possibile. Comunque, l’anno appena concluso è stato intenso e faticoso come mai».

Ma pieno di soddisfazioni.
«Sì, decisamente. Come le due vittorie con la Juve».

A chi assegna l’Oscar del campionato?
«Se permettete, a me stesso. Mi sembra di meritarlo, per tutto quello che è accaduto. Per i sacrifici e per la ricostruzione: subentrare in corsa, in quelle circostanze, e terminare il campionato al sesto posto non è una cosa da poco. Non voglio peccare d’immodestia. Ma non amo neanche la falsa modestia».

Un Oscar per i risultati?
«Non soltanto per quelli, frutto di un lavoro di gruppo eccezionale: la più grande soddisfazione la regala il modo in cui arrivano. Il gioco, la prestazione. Vincere attraverso il gioco: è questa la mentalità che ho inculcato ai miei calciatori».

Un bel plotoncino andrà al Mondiale: è un bel risultato anche questo.
«Una sodisfazione per tutti: per loro, per me e per la società. Sono un patrimonio che cresce».

Anche Pazzini l’ha ringraziata, dicendo che se andrà in Sudafrica sarà merito suo e di Del Neri.
«Sono orgoglioso, è un ragazzo straordinario e intelligente: ha detto la verità».

Anche quando ha raccontato di non aver mai parlato con De Laurentiis?
«Bisogna chiederlo al presidente, non a me. E comunque, chi ha detto che l’idea non ci possa stare?».

Bene, ottima predisposizione: parliamo di mercato?
«Macché».

Prego?
«Non ne parlo. Non tirerò fuori un nome neanche sotto tortura. Non spetta a me, tra l’altro».

Ma scusi, non ha indicato dei rinforzi?
«Quello sì, è logico: una lista di nomi per ogni ruolo in ordine di preferenza. Ma poi spetta alla società agire a seconda di quello che è il budget. Il Napoli vuole crescere, ma facendo passi commisurati alla gamba».

Il progetto, però, l’aggrada. Tant’è che ha firmato fino al 2013.
«Odissea nello spazio».

Non sarebbe meglio un viaggio sereno?
«Scherzavo, per carità. Se ho accettato la proposta del presidente vuol dire che mi ritrovo nei piani del club. Che mi è piaciuto lo spirito. Che credo in questa crescita. Anche De Laurentiis vuole vincere».

È il verbo che lei preferisce?
«Sì. Insieme con migliorarsi. Vincere attraverso le prestazioni e migliorarsi. Crescere».

E sognare?
«Ho i miei sogni, è ovvio, ma per una mia forma di riservatezza e scaramanzia non li sbandiero».

La città, però, sogna il terzo scudetto: inutile girarci intorno, lei no?
«Guardate, mai porre limiti alla Provvidenza. Mai precludersi qualcosa: magari, un giorno, perché no? Sarebbe bellissimo. Napoli è una grande città e i tifosi sono grandi; il passato, un po’ remoto ormai, è grande: ma il club sta crescendo continuamente ma gradualmente, e non può ancora essere ai livelli delle prime d’Italia».

A proposito: quanto le fa piacere essere l’unico tecnico italiano con un contratto così lungo?
«Mai successo finora, anche se onestamente avevo avuto l’opportunità. A Napoli, però, sto bene sul serio: c’è feeling».

Dal sogno all’incubo: qual è il suo?
«Restare senza sigarette per un giorno».

Se farete tourneé negli States o magari in Oriente, lo sa che potrebbe trascorrere anche dieci ore senza fumare?
«M’è capitato, altro che storie: provo a dormire, a leggere, ma è dura. Una volta, in aereo, m’hanno dato le sigarettine di plastica.. Le ho mangiate».

Napoli, dicevamo: che città ha ritrovato dopo undici dalla prima esperienza?
«Molto più serena. Più organizzata ed equilibrata. Migliorata sotto tanti aspetti. Bene, bene. Davvero bello. Una piacevole riscoperta».

Con De Laurentiis c’è lo stesso feeling?
«Per il momento abbiamo un rapporto che va anche oltre l’aspetto lavorativo: c’è grande stima, grande affetto anche con la sua signora. È presente, ci sentiamo il giusto. Anche con Bigon: in questo periodo parliamo un po’ di mercato e delle cose importanti, ma nulla più. Non ci assilliamo».

A proposito di mercato..
«No, no. Non ci casco. Non vi darò mai il titolone».

Il presidente, però, ha detto che cercate un attaccante da 20 gol e che lei ha chiesto tre rinforzi.
«Lo ha detto lui e non posso che confermare. Anche perché l’unica vera sofferenza del campionato è stata capitalizzare meno di quanto costruito. Ci mancano qualche gol e qualche punto».

Il Napoli gioca talmente bene che anche il Milan voleva Mazzarri.
«Una bella soddisfazione, che ripaga del lavoro: vuol dire che qualcosa abbiamo fatto. Che mi hanno apprezzato sul campo. E non solo il Milan».

Anche la Juve, per caso?
«Non mi faccia dire nulla. Diciamo che qualcosa s’è mosso, via».

Lei, però, è rimasto qua: Mazzarri incedibile. E Hamsik, Lavezzi e Quagliarella?
«Io vorrei confermare tutto il gruppo, ma ovviamente voglio ragazzi motivati al massimo. Come l’anno scorso. Se qualcuno non ha gli stimoli giusti, decade anche il discorso tecnico. Sa qual è la condizione che ho posto sul mercato? Devo prima parlare con il calciatore per capire se ha voglia di dare tutto se stesso al Napoli e accettare le regole del gruppo. Si vince soltanto con il gruppo».

L’Inter ha vinto tutto ma ha perso Mourinho: le mancherà?
«Ho delle mie idee su quel personaggio. Ho dei miei pensieri. Ma ho giurato di non parlare più di lui e non lo farò».

Non le mancherà. Facciamo il gioco della torre: Fred o Toni?
«Ancora?».

Un aggettivo per il primo campionato azzurro e uno per il pubblico, prego.
«Eccezionale. Eccezionale».

E allora: Pondrelli, Papale e Frustalupi.
«Fanno parte di me, lavorativamente parlando. Sono seri, preparati e professionali. Sono il mio staff».

Qual è l’obiettivo del Napoli per la prossima stagione?
«Non è serio fissarlo, in questo momento. Non so neanche chi arriva e chi parte. Di certo, affronteremo l’Europa e il campionato con la voglia di migliorare, crescere e vincere attraverso il gioco. Ma non sarà facile: ogni annata fa storia a sé, dipende da tanti fattori, e squadre come Juve, Genoa e Fiorentina saranno arrabbiate e rinforzate. Noi, comunque, viviamo sempre alla giornata. È noto».

Come si affrontano tre competizioni?
«Al di là delle motivazioni, serve una rosa di ventidue calciatori di eguale livello, più qualche giovane. In ritiro ne porterò cinque o sei e li valuterò».

Valuta anche cambiamenti tattici, tipo Hamsik in mediana?
«No, tatticamente la base di partenza è la solita. Per quel che riguarda Marek, bisogna tener presente quanto incide in zona gol: può cambiare ruolo se i conti torneranno. Cioè, eventualmente bisognerebbe valutare il sostituito in attacco e gli equilibri della squadra».

È pronto a godersi il Mondiale?
«Sì, ma senza esagerare. Vedrò l’Italia e qualche partita interessante dal punto di vista tattico. Tutto qua. Voglio disintossicarmi un po’ dal calcio prima di ricominciare».

Walter Mazzarri, allenatore del Napoli, ha parlato a tutto campo della stagione e del futuro della squadra azzurra ai microfoni della videochat della Gazzetta dello Sport. Ecco i passaggi salienti della lunga intervista: 

“Credo molto nel nostro lavoro tattico. La difesa a tre sarà sempre in fase di attacco. Il gioco si imposta con tre difensori, i meccanismi sono questi. In fase difensiva si gioca a volte a quattro. L’identità delle mie squadre ha sempre pagato. Non cambierò. Il bomber da doppia cifra? Ma deve essere da doppia doppia, da venti gol, perché Quagliarella ne ha fatti 11. Dipenderà dal mercato, dalle volontà di società e giocatori. I nomi sono quelli. A me importa avere gente motivata ed entusiasta di stare a Napoli. Faremo chiarezza con società e tifosi e cominceremo un’altra grande avventura. L’Inter? Ora sono i più forti. Nel giro di qualche anno ci sono molte squadre che possono insidiare i nerazzurri. La Champions? Non è stata mancanza di volontà. Abbiamo dato tutto. Con Cagliari e Parma abbiamo perso un treno importante. Ce la saremmo giocata a Genova. Ci è andata male anche in altre gare. Troppi errori arbitrali, come con la Fiorentina (episodio del rigore non dato a Lavezzi), a Udine. Questi punti ci sono venuti a mancare. Poche volte episodi arbitrali favorevoli sono stati decisivi. Io mi lamento solo quando abbiamo giocato meglio dell’avversario e veniamo penalizzati da altri fattori.  Tridente? A volte lo mettiamo in campo, su alcuni meccanismi noi portiamo avanti il nostro progetto. La punta ci servirebbe anche per avere dei ricambi importanti. In un progetto ambizioso si deve capire che non si può giocar sempre. I gol sbagliati di questa stagione non sono solo colpe degli attaccanti, tutta la squadra ha sbagliato diverse occasioni. Annata positiva? Io non mi accontento mai. Un po’ di rammarico ce l’ho. Però guardando le cose con obiettività abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Arrivare sesti quest’anno, da dove eravamo partiti, è stato fatto qualcosa di notevole. Per capire il lavoro di allenatori e staff tecnico bisogna confrontare le rose e noi abbiamo fatto davvero cose egregie in questa stagione. Ho ereditato una squadra che in trasferta perdeva praticamente sempre. Abbiamo fatto questa inversione di tendenza e col nostro arrivo c’è stato un cambio di mentalità. Ora il Napoli gioca per vincere su tutti i campi.

Capitolo mercatoBalotelli? E’ un grandissimo giocatore. Se venisse col piede giusto farebbe comodo a tante squadre. Abbiamo tanti giocatori di talento, tra di loro si sposano sempre bene.  Giuseppe Rossi? I grandi giocatori vanno sempre bene, ma credo che abbiamo qualche giocatore con le sue caratteristiche. Valuteremo con Bigon e il presidente. Pazzini? Sta facendo tantissimi gol, da quando è arrivato a Genova. Dà garanzie rispetto agli altri nomi, anche se sono tutti giocatori bravi. Se fossi Lippi lo porterei al Mondiale sicuramente. Hoffer? Non ho potuto lavorare sui giovani e fare esperimenti avendo dovuto fare un campionato di rincorsa, non conosceva nemmeno la lingua. Quelli che sono andati via a gennaio hanno aiutato a dare omogeneità alla squadra e al gruppo. Sono state scelte giuste. C’erano molti costi superflui. Ci tengo anche al bilancio della società oltre ai risultati sportivi. Con la Reggina riuscimmo a diventare una società di prima fascia. Credo che nessuno dei giocatori importanti del Napoli sia sul mercato. Se qualcuno non si trova bene però può andare via. Maxi Lopez? Ha fatto bene a Catania.

L’emozione più grande della stagione è stata il giro di campo al San Paolo dopo la vittoria con l’Atalanta. L’affetto dei tifosi è soffocante se non fai uno stile di vita adeguato. Per la vita che faccio il calore dei napoletani è solo positivo. Ora la mia priorità è solo fare bene con questa squadra. Non bisogna guardarsi indietro. Io non mi accontento mai e voglio togliermi tante soddisfazioni e regalare tantissime gioie a questa piazza meravigliosa.

NAPOLI (27 aprile) – «Sono carico, anzi ancora più carico di prima». Walter Mazzarri torna a parlare del match contro il Cagliari, ma già guarda al rush finale. La delusione. «Mi brucia non aver vinto. Abbiamo dominato e quando non si vincono partite così sono sempre arrabbiato. Però con razionalità devo considerare la grande prova dei ragazzi. Purtroppo quest’anno ci sta capitando troppe volte di fornire prestazioni di altissimo livello e non raccogliere. E’ un anno contraddistinto da partite giocate benissimo, in cui mettiamo tutti, o quasi tutti, gli avversari sotto, ma non sempre raccogliamo i frutti».

L’obiettivo. «I bilanci li faccio alla fine – dice parlando dell’obiettivo sesto posto – Ora c’è il Chievo e penso solo alla partita di Verona. Ho deciso sin da quando sono arrivato che i conti si fanno alla fine. Non guardo le avversarie, penso solo al rendimento nostro ed alla squadra ho chiesto di dare il massimo fino all’ultimo secondo di questo campionato»

Lavezzi. ll tecnico del Napoli non si sbilancia sul recupero di Lavezzi: «Mi preoccupa quando un giocatore come lui si ferma dopo pochi minuti. Preferisco non sbilanciarmi e mi auguro che possa recuperare contro il Chievo».

Niente squalifica per Camoranesi, tre giornate di stop per Quagliarella. Queste due delle decisioni più importanti del giudice sportivo Tosel

 STANGATA PER QUAGLIARELLA - Fermato per tre giornate Fabio Quagliarella «per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara; già diffidato (Ottava sanzione); per avere, al 41° del secondo tempo, all’atto dell’ammonizione rivolto all’Arbitro espressioni ingiuriose e quindi, all’atto della consequenziale espulsione, indirizzato al Direttore di gara un pesante insulto». L’attaccante del Napoli salterà le sfide con Bari, Cagliari e Chievo e tornerà a disposizione per la sfida all’Atalanta, il 9 maggio, nella penultima giornata di campionato. Il club azzurro ha comunque annunciato il ricorso.

CAMORANESI, NIENTE SQUALIFICA PER LA GOMITATA - Ecco la decisione su Camoranesi: «Il Giudice Sportivo, ricevuta dal Procuratore federale rituale e tempestiva segnalazione (fax delle ore 10.59 odierne) ex art. 35 1.3) CGS circa la condotta tenuta al 7° del secondo tempo dal calciatore Mauro German Camoranesi (Soc. Juventus) nei confronti del calciatore Daniele Conti (Soc. Cagliari); acquisite ed esaminate le relative immagini televisive (Sky e Rai), di piena garanzia tecnica e documentale; osserva: le immagini televisive documentano che, nelle circostanze segnalate, il calciatore juventino, nella zona centrale del campo, veniva contrastato nell’azione dal calciatore cagliaritano e, in tale frangente, con rapido movimento, alzava il braccio sinistro all’altezza della spalla, colpendo con il gomito il volto dell’avversario, che cadeva al suolo con atteggiamento sofferente. L’azione proseguiva senza alcun intervento da parte dell’Arbitro che, interpellato da questo Ufficio, con e-mail delle ore 12.25 odierne, ha dichiarato «In riferimento al contatto avvenuto al 7° del secondo tempo tra il calciatore della Juventus Camoranesi Mauro e il calciatore del Cagliari Conti Daniele, riferisco che ho reputato un normale contatto di giuoco quello avvenuto tra i due calciatori e null’altro»
 
NIENTE STOP PER MAZZARRI - Nessuna squalifica invece per il tecnico azzurro Mazzarri (per lui ammenda di 5mila euro e diffida) «per avere, al 43° del secondo tempo, contestato platealmente l’operato arbitrale uscendo dall’area tecnica ed entrando sul terreno di giuoco; recidivo». Fermato per tre giornate il preparatore atletico Pondrelli per «avere, al 43° del secondo tempo, rivolto reiteratamente all’Arbitro pesanti insulti; recidivo».

16 FERMATI PER UN TURNO -  Il giudice sportivo ha squalificato per un turno 16 giocatori in serie A.

Sono Aronica e P. Cannavaro (Napoli), Mascara (Catania), Ariatti (Chievo), Bellucci e Mozart (Livorno), Biabiany e Valiani (Parma), Canini e Conti (Cagliari), Chivu (Inter), Criscito (Genoa), Gastaldello (Sampdoria), Pirlo (Milan), Pratali (Siena) e Pellegrino (Atalanta). I giocatori diffidati sono Mandelli (Chievo, con ammenda di 1.000 euro), Borriello e Ambrosini (Milan), Kolarov (Lazio), Kroldrup (Fiorentina), Maccarone e Vergassola (Siena), Marchisio e Felipe Melo (Juventus), Cavani, Miccoli e Migliaccio (Palermo), Muntari (Inter), A. Lucarelli (Parma). Ammenda di 2.000 euro a Doni (Atalanta) e Cossu (Cagliari) e di 1.500 euro a Menez (Roma). Le ammende per le società: 15.000 euro al Napoli, 10.000 euro al Genoa, al Livorno e alla Sampdoria, 2.500 euro alla Fiorentina e 1.500 euro al Milan.

“Cornuto e mazziato”, direbbe qualcuno a Napoli: Walter Mazzarri perde un importantissimo bus per la Champions e viene espulso, ma la sua rabbia verso l’arbitro si sfoga anche negli spogliatoi. “L’arbitro ha inciso in modo evidente sulla partita – sbotta – e non è la prima volta che accade, anzi, è successo in molte altre occasioni. Espulso? Sul gol di Jimenez sarei andato via lo stesso, ho visto da 50 metri il fallo su Grava“.

 Il “j’accuse” di Mazzarri continua in modo circostanziato: “Io ho protestato perché l’arbitro ha fischiato i falli minimi di Lavezzi e poi non ha visto la spinta di Crespo su Grava. Ho visto due metri, due misure nella condotta della partita. Stavamo cercando di vincere la gara e poco prima c’era stata l’espulsione di Quagliarella“.Una rabbia che, ovviamente, è acuita dalla convinzione di avere subìto un ko ingiusto per quanto visto sul terreno di gioco: ” E’ un risultato immeritato, la quarta volta che perdiamo così. Non abbiamo chiuso la gara per tre volte. Sull’1 – 0 abbiamo fallito tre grandi occasioni. Questo è il nostro torto e ce lo portiamo indietro da diverso tempo. Sbagliamo troppe occasioni ed ogni distrazione può costare cara. Abbiamo fatto una leggerezza sull’1 – 0 e l’abbiamo pagata. Questo è il calcio. Ma questa sconfitta non segna il nostro campionato, ci  può stare, abbiamo altre cinque finali da fare“.

NAPOLI - È abituato agli sprint. Mazzarri ne ricorda alcuni, quelli di cui va più fiero e che hanno prodotto risultati che ama definire dei “mezzi miracoli”: la promozione in A raggiunta con il Livorno dopo 55 anni di purgatorio; la salvezza strappata con la Reggina pur partendo da -11; il sesto posto conquistato con la Sampdoria che portò alla partecipazione in Uefa. Tutte conquiste ottenute grazie a finali di campionato in crescendo. Autentici rush sul filo di lana. «Le mie squadre sul rettilineo finale non hanno mai rallentato e così spero che avvenga anche a Napoli» ama ricordare Walter Mazzarri, pronto a raccogliere la sfida lanciatagli dal suo predecessore sulla panchina azzurra, Edy Reja.

L’ennesima impresa del la carriera di Mazzarri sarebbe quella di spingere il Napoli fino alla zona Champions. L’ha rilevato che era sui bassifondi. Ed ora sogna un altro “mezzo miracolo”. Ma non lo sbandiera. «Ci proveremo» si limita a dire il tecnico toscano. Il Napoli vorrebbe giocarsela a fari spenti, senza tanti clamori, ma sa che le attese della tifoseria sono enormi. Ed allora Mazzarri promette massimo impegno, si concede un flash back per rassicurare il popolo di fede partenopea, aspetta con ottimismo l’arrivo della Primavera. «I campi asciutti dovrebbero favorirci» nota. Ed ha coniato uno slogan già sperimentato a Reggio Calabria e a Genova che si è rivelato vincente:«Ogni partita, una finale».

NAPOLI, 27 marzo - Più importante del Milan, più importante della Roma, più importante della Juve. Per Walter Mazzarri quella contro il Catania «è la partita più importante dell’anno». Perché, spiega il tecnico del Napoli, «è un esame fondamentale per il futuro»: «Sapete che non uso mai questi aggettivi - prosegue Mazzarri - ma stavolta è così. Non possiamo vanificare la vittoria contro la Juventus. Siamo messi bene in classifica, serve continuità per non rovinare tutto».

AVVERSARIO TOSTO - Per evitare brutte sorprese, l’allenatore azzurro intima ai suoi di non sottovalutare il Catania che «nel girone di ritorno è la terza forza del campionato. Ha fatto 20 punti in undici partite con cinque vittorie, cinque pareggi e una sconfitta. Ha battuto Fiorentina e Inter, quindi la qualità è alta. Hanno valori importanti come Mascara, Martinez, Maxi Lopez e Ricchiuti, sono quasi salvi, quindi avranno la testa libera da condizionamenti e saranno protagonisti».

RIPOSO - Rispetto al Napoli, gli etnei hanno un vantaggio, avendo giocato mercoledì sera invece che giovedì. «Sto parlando con tutti quelli che hanno giocato giovedì - afferma Mazzarri - mi dovranno dire come si sentono. Chi non è al massimo, me lo deve dire. È una grande prova di maturità della squadra, voglio un coinvolgimento totale da parte loro».

ATTACCO - Quagliarella un gol e un assist. Hamsik un gol (e un rigore sbagliato). Lavezzi un gol. Il trio d’oro del Napoli sarà confermatissimo contro il Catania: «Lavezzi è tornato al top della forma - gongola Mazzarri -ma anche Quagliarella si è sciolto dopo il gol, l’ho visto più libero. Stesso discorso per Hamsik. Averli recuperati al massimo è fondamentale nel finale di campionato». Sarà un caso, ma il ritorno al massimo del trio delle meraviglie è coinciso con una delle prestazioni migliori del Napoli in stagione. Mazzarri la spiega in maniera semplice: «Abbiamo trovato i gol che ci mancavano».

ZUNIGA - Mazzarri sembra orientato a confermare Zuniga, autore di una buona prova contro la Juve: «Sta facendo bene, sono sorpreso - dichiara -. È efficace anche in fase di non possesso e può essere protagonista anche a sinistra. Sta crossando anche sul mancino, quindi è una valutazione da fare».

CRITICHE - A fronte di tanti elogi, il tecnico dei partenopei non fa mancare qualche critica. Una soprattutto: «Dobbiamo stare più attenti ai calci piazzati - dice -. Abbiamo subìto una rete evitabile con la Juve. Dobbiamo migliorare perché la partita si è messa in salita. L’abbiamo ripresa con il gioco che è la nostra arma preferita».

TORNEO IN MINIATURA – A proposito dell’ultimo scorcio di stagione, in tutte le squadre ancora in lotta per qualche obiettivo si parla di otto finali. Mazzarri usa un’altra immagine: «È un mini torneo. C’è grande equilibrio, al di là delle prime tre che si sono staccate. Noi dobbiamo fare il massimo e poi tiriamo le somme. Il nostro pubblico lo ha capito ed è attento anche alle nostre prestazioni. Apprezzano un gruppo che ha un’anima e combatte sempre. Le sette rimonte non sono certo un caso, questa squadra incarna lo spirito dei napoletani. Mi garba che sognano e hanno entusiasmo. Domani dovranno trasferirlo alla squadra per fare il massimo. Voglio un blocco unito al San Paolo».

L’allenatore del Napoli Walter Mazzarri parla del pareggio di San Siro con il Milan. “Dopo il vantaggio potevamo segnare ancora ma non l’abbiamo fatto. Nella ripresa, più equilibrata, abbiamo giocato sopra ritmo, creando e trovando Abbiati bravo in un paio di occasioni ma se nel primo avessimo fatto un altro gol avremmo portato a casa un successo meritato”. Il Napoli punta ancora al quarto posto: “Ci crediamo, per questo ogni partita è per noi una finale. Cercheremo di raccogliere il massimo, sperando che ci cominci a girare un po’ per il verso giusto”.
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