FOLGARIA (Trento), 16 luglio - Questione di ore, di ultimi dettagli da definire. Il matrimonio tra il Napoli e Cavani si celebrerà. Forse già oggi. In nottata, infatti, superati gli ultimi intoppi, quelli legati ai bonus, ai diritti d’immagine, a qualche altra postilla. Intanto su un sito uruguagio, Edinson Cavani, fresco dell’onorificenza ricevuta dal presidente della Repubblica, Josè Mujica, e della festa con duemila tifosi ricevuta nel suo paese natio, Salto, ha dichiarato: «Che onore giocare con il Pocho nello stadio dove ha giocato Maradona. Spero sia tutto vero. So che il mio procuratore sta parlando con il Napoli ma non ha ancora raggiunto un accordo. Resto in attesa di notizie». Ma per oggi è fissato un ulteriore colloquio tra Bigon e Triulzi, il procuratore del “Matador”. L’ultimo, prima dell’annuncio ufficiale. Il matrimonio tra il Napoli e Cavani si trova quindi alle soglie dell’altare; nonostante l’intrusione in extremis di qualche altro club (fra cui l’Inter, che ha provato a far cambiare idea al giocatore), e nonostante azioni di disturbo varie e variegate. L’accordo con il Palermo era stato raggiunto ormai, peraltro tra due gentiluomini, quali De Laurentiis e Zamparini, che giammai si sarebbero fatti uno sgarbo per qualche migliaia di euro in più o in meno. Semmai c’era da trovare l’intesa sul contratto quinquennale del giocatore, per cui occorreva il tempo necessario per trovare piena convergenza su tante postille. Una tra tante, i diritti d’immagine su cui il Napoli non transige. Li vuole gestire in proprio. Ma c’erano anche altri piccoli intoppi su bonus, incentivi e quant’altro. Tutti superati. O quasi. Manca davvero pochissimo. Cavani è in vacanza ma sa tutto, ha fatto anche sapere che rientrerà in Italia (con Gargano) non prima del 2 agosto quando il Napoli sarà rientrato a Castelvolturno dal ritiro di Folgaria. Dovrebbe essere pre sentato il 3 mattina a Castelvolturno e la sera stessa assistere all’amichevole in programma al San Paolo, per fare conoscenza anche con i suoi nuovi tifosi.
NAPOLI (13 febbraio) – Recordman nell’Argentina (136 presenze) e una lunga storia con l’Inter, 757 partite tra campionato e coppe. Javier Zanetti, capitano nerazzurro e simbolo del calcio mondiale, parla della grande sfida del San Paolo.
L’Inter a Napoli, dove ha perso le ultime due partite.
«Il ”non c’è due senza tre” nel calcio bisogna conquistarlo sul campo e noi non regaliamo mai nulla. Arriviamo al San Paolo da primi in classifica, con la volontà di mantenere inalterato il vantaggio e convinti di fare risultato. Siamo consapevoli che il Napoli è avversario da rispettare moltissimo e da affrontare con grande umiltà: ha qualità, calciatori importanti, organizzazione, entusiasmo e un popolo, quello dei tifosi, che spinge sempre la squadra. Del San Paolo mi ha sempre incantato l’atmosfera: quei colori, quei rumori».
Cosa pensa degli argentini azzurri Campagnaro, Lavezzi e Denis?
«Ottimi calciatori e in crescita costante. Lavezzi è Lavezzi, nel senso che oramai è conosciuto: ha talento, forza, rapidità, senso del gol. Attaccante completo, di quelli che infiammano il pubblico. Anche Denis e Campagnaro, seppure in modo diverso, sono cresciuti: magari di loro si parla meno, ma sono forti».
Napoli ha un rapporto particolare con gli argentini.
«E ovviamente Diego ha dato un contributo importante. In Argentina questa è la città italiana più conosciuta. Due realtà distanti con un’anima molto simile: i napoletani vivono di cuore, come la maggior parte degli argentini».
Cosa pensa della stagione del Napoli?
«Non credevo ad una squadra in crisi quando le cose non andavano bene all’inizio del campionato. Le qualità della squadra si vedevano, poi sono arrivati i risultati, che hanno fatto crescere l’entusiasmo e la convinzione dei giocatori nei loro mezzi. E Mazzarri ha dato un contributo importante sotto l’aspetto tattico ed emotivo. Sono arrivati i risultati ed è migliorata la condizione. Non scendiamo mai in campo pensando che ci possano regalare i tre punti. Dobbiamo rispettare il Napoli ed essere tatticamente equilibrati e compatti: gli azzurri, quando ripartono in velocità, possono far male a tutti».
Vi sono state polemiche a Napoli per gli ultimi arbitraggi.
«A turno ci lamentiamo un po’ tutti. A Udine non sono mancati certamente episodi dubbi, come non erano mancati in Inter-Milan o Bari-Inter. I dirigenti del Napoli hanno abbassato i toni, dimostrando intelligenza e senso di responsabilità».
Cosa si prova ad essere uomo record del calcio mondiale, apprezzato da tutti, a cominciare dal presidente del Napoli, De Laurentiis?
«È un onore e qualcosa di importante che credo di aver meritato con il lavoro. Non ho mai giocato per diventare una bandiera, ho sempre e solo cercato di essere utile alla squadra e il resto è venuto di conseguenza. Quando indosso la maglia dell’Argentina sento un brivido sulla pelle. Sono onorato di essere il capitano dell’Inter da anni. Abbiamo vissuto momenti difficili: io credevo nelle vittorie anche quando si perdeva. Si è capito dopo perché non si poteva vincere».
Già, Calciopoli. A proposito dei mali del calcio italiano, da capitano cosa dice a Balotelli quando partono i cori razzisti dagli spalti?
«Mario, pensa a giocare e a vincere. Non so quale possa essere il rimedio, serve sicuramente una crescita culturale e democratica, non solo negli stadi: rispettare gli altri è rispettare se stessi. Io mi sento italiano: i miei avi sono partiti dal Friuli e i miei figli sono nati qui, la mia fondazione per i bambini poveri d’Argentina è sostenuta magnificamente dagli italiani. Credo che si possano fare altri miglioramenti partendo dagli stadi: un ambiente sicuro toglie spazio alle negatività».
Si avvicinano i Mondiali: Zanetti ci sarà?
«Sono fiducioso: Diego sa chi sono e conosce la mia mentalità».
Lo Special One è carico in vista del Napoli: “Partita più difficile per loro che per noi”difficile – “Non firmo per il pari. Non abbiamo mai giocato per un punto e non lo faremo mai”. Così Mourinho presenta la gara di Napoli. Il portoghese vuole una squadra determinata, che al San Paolo scenda in campo per i tre punti: “E’ una partita difficile, lo sappiamo.
Piu’ difficile per loro che per noi”, dice il portoghese. La tradizione? Non mi dice niente. Lo scorso anno non abbiamo fatto una buona gara, non abbiamo tirato in porta. Il Napoli giocava per pareggiare, poi Zalayeta ha segnato e noi abbiamo perso meritatamente. Se stavolta giochiamo bene, avremo molte piu’ possibilita’ di vincere”.
“Il Napoli ha avuto una settimana per riposarsi e per prepararsi, noi abbiamo giocato mercoledi’ una gara difficile a Parma – prosegue Mourinho -. Li’ non abbiamo vinto ma non ho avuto nulla da dire ai miei giocatori”. Poi snocciola la formazione ai giornalisti presenti in conferenza stampa ad Appiano Gentile: “La dico, perche’ tanto c’e’ qualcuno che poi risponde alle vostre telefonate o qualcuno che guarda da un albero quando lavoriamo in campo: Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Santon, Cambiasso, Zanetti, Muntari, Sneijder, Pandev e Milito”.
Eto’ e Balotelli, quindi, partono dalla panchina.Massima fiducia nell’arbitro Rosetti: “E’ uno dei migliori del mondo, non mi preoccupo. Sappiamo che l’ambiente a Napoli non e’ facile, sappiamo che tipo di pressione c’e’ su avversari e arbitri. Se nella panchina dell’Inter facciamo il 10 per cento di quello che si fa nella panchina del Napoli, andiamo negli spogliatoi dopo 10 minuti”.
CASTELVOLTURNO - Ha scontato la squalifica in tempo per il compleanno che Quagliarella festeggerà un giorno dopo la sfida con il Genoa: « Per scaramanzia preferisco non dire nulla ma sarei felice se tutto il Napoli riuscisse ad ottenere un bel risultato. Dobbiamo riprenderci i punti lasciati all’andata. Ora viene il bello ma anche il difficile. Il campionato sta per entrare nel vivo e tra un paio di mesi potremo capire quali potranno essere le nostre reali ambizioni. Magari riuscissimo ad arrivare in Europa grazie ai miei gol. Io ce la metterò tutta. Ad inizio ho incontrato delle difficoltà e mi sono espresso a sprazzi. Ma ora va meglio e conto di dare sempre di più » .
COINCIDENZA - La coincidenza del compleanno gli riporta alla mente il gran gol realizzato al San Paolo il 31 gennaio scorso, indossando, però, la maglia dell’Udinese: « Quello è stato uno dei gol più belli della mia carriera. Non avrei voluto esultare per rispetto dei tifosi ma la gioia fu così grande per la prodezza che non riuscii a frenarmi. Stando dal di fuori si ha solo l’idea del calore dei napoletani. Da dentro, invece, è tutta un’altra cosa. Lo stadio pieno mette i brividi. Non immaginavo di vivere emozioni così forti. Per strada mi fermano in continuazione: ‘ Fabio, dobbiamo vincere anche con il Genoa’ dicono. Ed io replico: ‘ Ci sarà pure una partita che non riusciremo a farlo?’. Ma loro non vogliono saperne nulla. E sabato prevedo un’altra notte di grande tifo » .
BOTTINO DI GOL – Ma Quagliarella, tredici gol lo scorso campionato, non insegue record personali: « E’ chiaro che ci terrei a farne tanti di gol. Però a me piace farne di importanti, che valgono punti per la classifica. Finora ne ho realizzati sette e sono stati quasi tutti determinanti per il successo finale. Ora però la concorrenza è aumentata » . Allude alla prodezza di Maggio in quel di Livorno: « Ero da solo a guardare la partita, mi sono alzato ed ho applaudito. Poi gli ho mandato questo messaggio: ‘ Christian, adesso non devo insegnarti più nulla in allenamento’. Devo dire che guardare la partita in poltrona fa soffrire, eppure vedendo giocare il Napoli mi sono divertito tanto. Dall’esterno ho potuto apprezzare ancora di più il valore tecnico ed umano del gruppo. Anche se il Napoli era privo di alcuni titolari, i miei compagni si sono comportati benissimo. E Maggio ha fatto un gol strepitoso, segno che ci provano tutti a fare l’impossibile » .
ASPIRAZIONI - Quagliarella è nel pieno della maturità calcistica. Domenica compirà ventisette anni ma il numero di maglia non c’entra: « E’ quello di Niccolò Galli, figlio di Giovanni, scomparso in un incidente stradale. Eravamo amici e mi piace ricordarlo sempre » . Pensa ad una convocazione per il Mondiale ma senza assilli: « Il mister mi conosce. La concorrenza è tanta perchè siamo l’Italia, giusto che sia così. Spero di far bene con il Napoli, poi magari arriverà anche dell’altro, chissà » .
LA SFIDA DI SABATO – E’ concentrato già sul Genoa. Farà coppia con Denis. « Sarà un’altra finale perchè con Mazzarri si prepara una partita per volta. All’andata non meritavamo di perdere ed ora dobbiamo rifarci. Con o senza gol di Quagliarella, pur sapendo di affrontare una squadra giovane, veloce ed organizzata » .
NAPOLI – La febbre del sabato sera, a fine settimana c’è il Genoa al San Paolo e i biglietti già in vendita stanno andando già a ruba. D’altra parte la sfida tra gli azzurri e i rossoblù è di altissimo livello, giacchè il club della Lanterna naviga nella zona dell’ex Coppa Uefa, mentre il Napoli si batte per consolidare la posizione in Champions.
Con l’entusiasmo alle stelle che si è scatenato nella tifoseria partenopea, c’è da ritenere che al San Paolo ci sarà il pienone.
NAPOLI, 16 gennaio – A Napoli arriva il Palermo domenica sera. Non sarà affatto una passeggiata di salute. Mazzarri ha un compito molto duro, quello di tenere con i piedi saldi a terra un ambiente che sta volando sull’onda del terzo posto in campionato, ottenuto dopo il successo della scorsa settimana contro la Sampdoria. «Non siamo ancora in Europa. Ne sento parlare con sempre maggior frequenza ma la realtà è che manca ancora molto, anzi troppo, alla fine del campionato». Walter Mazzarri predica calma in conferenza stampa. «Dobbiamo continuare ad essere concentrati, solo questo ora ci deve interessare», ha proseguito il mister.
MERCATO – Il tecnico del Napoli ha parlato anche di mercato: «L’arrivo di Dossena non ha chiuso le porte ad altre ipotesi. Il nostro mercato non è chiuso e se ci sarà un’occasione cercheremo di coglierla. Se non sarà possibile, allora staremo bene così».
CAMPIONATO - «La gara di domani contro il Palermo è ultra difficile. Ci troveremo di fronte una squadra fortissima con valori sia singoli che di gruppo e con un bravo allenatore, per questo noi dovremo dare il 101 per cento», ha detto Walter Mazzarri, alla vigilia della sfida contro i siciliani.
«A TORINO SQUADRA EQUILIBRATA» – L’allenatore è tornato anche sulla gara di mercoledì a Torino in Coppa. «La formazione che ho schierato - ha ripreso Mazzarri – era molto equilibrata. Tra noi addetti ai lavori abbiamo parlato e dico che di quel match c’è da prendere gli aspetti positivi: bisognava guardare alla prestazione e poi era l’unica partita in cui potevo vedere in campo giocatori meno utilizzati e quindi trarre indicazioni per il futuro». «Quindi - ha aggiunto – facendo tutte queste considerazioni, ho schierato quella formazione che, a mio dire, era molto equilibrata. E poi i ragazzi hanno tenuto sempre lo stesso atteggiamento che hanno i loro compagni durante le altre gare. Purtroppo siamo usciti dalla Coppa ma poteva capitare anche se avessero giocato gli altri».
«SERVE EQUILIBRIO» – Il mister preferisce guardare gara per gara e non volare di fantasia chiedendo così a tutti di «valutare le cose con equilibrio». Infine, dal tecnico un appello agli oltre 50 mila sugli spalti. «I nostri tifosi sono meravigliosi, gli chiedo 95 minuti di tifo, di spinta alla squadra - ha concluso – Io gli prometto che vigilerò sempre affinché i ragazzi diano il massimo. Noi in campo, loro sugli spalti, alla fine dando il massimo tireremo le somme. Gli avversari quando entrano al San Paolo devono avere soggezione nel vedere il rapporto che c’è tra giocatori e pubblico: unità di intenti per il bene del Napoli».
Sono stati già venduti 30.000 biglietti per la prossima partita del Napoli al San Paolo, Napoli-Palermo, prima giornata di ritorno di Serie A, posticipo di domenica 17 gennaio delle ore 20.45.
I tagliandi si possono acquistare al Botteghino 1 dello stadio San Paolo e nelle abituali ricevitorie autorizzate. Anche in occasione di questo match, la SSC Napoli ripropone la campagna promozionale per premiare i tifosi che si recheranno prima ai botteghini. Tutti coloro che, infatti, acquisteranno un biglietto entro mercoledì 13 gennaio godranno di una tariffa inferiore rispetto ai prezzi praticati da giovedì 14 gennaio e nel giorno gara. Si potrà acquistare un solo biglietto a testa e non è possibile effettuare il cambio utilizzatore.